Conferenza stampa - Gasperini: "Sappiamo che ogni partita per noi è decisiva, dobbiamo mantenere la massima concentrazione"

Conferenza stampa - Gasperini: "Sappiamo che ogni partita per noi è decisiva, dobbiamo mantenere la massima concentrazione"Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 14:10Primo piano
di Maurizio Rasa

Domenica alle 18:00 la Roma scenderà in campo per affrontare il Parma. Per i giallorossi è un match fondamentale per continuare a sperare nel quarto posto e quindi riuscire a strappare il pass per la prossima edizione della Champions League. A presentare il match ci ha pensato Gasperini, che oggi alle 13:30 ha tenuto la consueta conferenza stampa prima del match.

Come sempre Vocegiallorossa.it vi ha fornito la diretta testuale della conferenza!

Gasperini, lei ultimamente si è concentrato un po' su questo concetto del doppio binario, presente e futuro. Per quanto riguarda il presente, le risposte ci sono state. Dopo Milano, quattro partite, tre vittorie, 10 gol fatti, uno subito, quindi grande reattività. Le volevo chiedere se anche sul binario che porta verso il futuro ha riscontrato qualche novità, qualche elemento di reattività.
«Il primo binario è quello che conta. Domani siamo a Parma, mancano tre giornate alla fine, e sappiamo che ogni partita per noi è decisiva, quindi dobbiamo mantenere la massima concentrazione su quello. Per quanto riguarda il resto, sono situazioni molto legate a ciò che la società vuole fare o intende intraprendere, perciò bisogna rivolgersi principalmente a loro. Mah, non so, in questo momento non mi sembra che nessuno stia pensando al futuro, tutti sono concentrati sul campionato. Poi, magari, le cose evolveranno velocemente, magari con la fine del campionato».

Al netto di eventuali partenze, insomma di eventuali sostituzioni, questa rosa qui attuale per essere competitiva ai massimi livelli, secondo lei di quante pedine avrebbe bisogno?
«Che questo sia un gruppo valido lo dimostrano anche i risultati di quest'anno e soprattutto la reazione che hanno sempre avuto, anche in tutte queste 35 giornate di campionato. Fin dall'inizio, anche nei momenti di difficoltà, la squadra ha sempre reagito, ha sempre ottenuto buoni risultati e si è mantenuta stabile in classifica. Poi, come ho detto altre volte, quello che succederà eventualmente quest'estate si vedrà. Io sono sempre dell'idea che bisogna migliorarsi, no? Cercare di aggiungere, quando possibile, degli elementi che possano portare un valore aggiunto e che possano aiutare la squadra a crescere. E credo che questo sia il mio principio».

C'è il rischio di un ridimensionamento senza la Champions oppure no, secondo lei?
«La Champions ti porta più risorse, quindi più risorse, e tutti vogliono arrivare in Champions esclusivamente per quel motivo. Fino a qualche anno fa, il quarto posto non importava a nessuno. Ora, invece, è diventato fantastico arrivare quarto, terzo o secondo. Ma per questi motivi, è chiaro che se hai più risorse economiche, hai più possibilità di operare sul mercato. Però non è l'unica cosa. Il mondo è pieno di società che sanno operare bene sul mercato anche senza risorse così importanti».

Sembra che a Bergamo sia partito un po' il domino dei direttori sportivi. Più che commentare questa notizia, le volevo chiedere a che punto è il casting per quel ruolo nella Roma e se i Friedkin la stanno coinvolgendo.
«In questo momento siamo totalmente concentrati sul campionato e sulla partita di domani. Tutte le varie ipotesi, giustamente, come ha detto, riguardano tante squadre e quindi i casting si sprecano un po' da tutte le parti. Personalmente, in questo momento sono concentrato sulla partita di domani».

Lei ha detto che chiaramente ha voglia di lavorare sulle sue idee e con le idee degli altri. Volevo sapere chi sono questi altri, a chi si riferisce e se c'è evidentemente qualcuno che non vuole appoggiare totalmente le sue idee. Che cosa ne pensa del ruolo di manager all'inglese in Italia, se è una cosa che a lei piace, se è percorribile in questo nostro campionato.
«Mi sono già espresso un'altra volta dicendo che secondo me allenatore e direttore sportivo devono lavorare assolutamente insieme, non ognuno per strade diverse. Devono raccontarsi poche storie, parlarsi con grande sincerità e vedere quello che si può fare per il bene della società, per il bene della squadra, con un unico obiettivo: migliorare tecnicamente la propria squadra, andando a ricercare quei giocatori con le caratteristiche necessarie all'allenatore per sviluppare il proprio gioco, compatibilmente con le esigenze che il direttore sportivo si ritrova a dover o a poter spendere velocemente. Quindi la vedo come due ruoli molto legati, molto vicini, sia come idee di calcio, sia come possibilità di sostenersi e aiutarsi a vicenda, capendo le difficoltà dell’uno e dell’altro. Questo con una sola finalità: migliorare le squadre. Continuo a dire che parliamo troppo poco di calcio, stiamo parlando di tante cose, ma meno che di calcio. Non parliamo di giocatori, non parliamo di situazioni, non parliamo di squadre. Gli unici argomenti che sono sviluppati sono questi altri. Mi rendo conto che può interessare molto anche questo, però io sono molto debole su questo. Quindi sposto sempre il discorso su quest'altro». 

Chi è non appoggia le sue idee? Che ne pensa del ruolo di manager?
«Sulla questione di contrastare, non è che io voglia contrastare, è chiaro che cerco di portare avanti quelli che sono stati i miei punti di forza e di sviluppare delle situazioni, vado alla ricerca magari di giocatori, di cose che possano aiutarmi a sviluppare il tipo di gioco che voglio fare».

Si parla tanto del futuro di Koné: è un giocatore su cui lei vuole contare nella prossima stagione? È uno di quelli che ritiene incedibile, visto che si parla tanto di lui nell'ottica del fair play finanziario e delle cessioni entro il 30 giugno? 
«Il calcio moderno, credo, non prevede più giocatori incedibili da nessuna parte, penso. Forse solo nelle squadre top, top, top mondiali. Torniamo al discorso del quarto posto, che fa sempre la differenza nell’aspetto economico. Di fronte a offerte irrinunciabili, tutti, tolti pochissimi, sono cedibili. Però non so se queste offerte irrinunciabili siano così comuni, sono veramente rare. Intorno ci sono molte opportunità chiare. Però per quanto riguarda lui, è un giocatore forte e mi piacerebbe che continuasse a giocare per la Roma. Perché dovrei dire che mi piacerebbe che andasse via? No, spero che continui. Poi, se dovesse arrivare un’offerta irrinunciabile, non lo so, che consenta magari di fare altre cose, si vedrà. L’anno scorso è stato diverso, ma non vale per tutti».

Quanto c'è di vero sul Gasperini a pieni poteri?
«Adesso, per quanto riguarda il rinnovo di tutti i giocatori e la questione dei direttori sportivi, è talmente vero che, ripeto, in questo momento sto lavorando solo ed esclusivamente sulla squadra per cercare di vincere la partita di domani. Tutte le altre questioni, se sarò coinvolto, verranno discusse con la società, che in questo momento è impegnatissima. Quando riterrà opportuno, accelererà su questi temi. Però la società si muove, non io. Non è ancora il momento giusto».

Questa Roma perché dovrebbe andare in Champions League?
«La Roma potrebbe andare in Champions League, ma come si è detto prima, la differenza è veramente minima, perché lo meritano anche le altre. Non è che le altre non lo meritino... perché sono state sempre lì, a battagliare in tutto il campionato, a giocare con tutte le altre squadre. Lazio, Atalanta, sono rimaste un po' più indietro, mentre noi, la Juventus, il Milan siamo rimasti lì, e poi si gioca tutto sul filo di un punto. È stata una stagione molto soddisfacente per noi, per la squadra e per tutto quello che è stato il campionato. Se andassimo in Champions sarebbe sicuramente un risultato che ci darebbe grandissima soddisfazione».

Volevo chiederle se domani avrà intenzione di confermare l'undici titolare che ha iniziato contro la Fiorentina.
«Non lo so, per me la Roma sta facendo bene, stiamo vivendo un buon momento, anche dal punto di vista della fiducia e della tecnica. Ogni partita è davvero diversa. Incontriamo una squadra che ha ottenuto risultati importanti, si è tolta molto bene dalla lotta per non retrocedere, e ora è sicuramente tranquilla. Per questo motivo, abbiamo visto la scorsa settimana come il campionato italiano, per fortuna, è diventato interessante fino all'ultima giornata, dove anche le squadre che non hanno obiettivi chiari, in questo momento, stanno giocando la loro partita al meglio. Si è visto con il Verona, che ha pareggiato a Torino, e con il Sassuolo, che ha battuto il Milan. Questo è molto positivo. So che domani, per vincere contro il Parma, dovremo fare davvero bene».

Prima ha detto "Parlerò con la società se sarò coinvolto". Che vuol dire?
«Non ci fermiamo alle parole. Arriverà il momento di dover essere una squadra forte, con la convinzione di tutti. Non ci possiamo permettere delle incertezze».

Le chiedo se è soddisfatto delle ultime partite che ha giocato Soulé, orientativamente da quando è rientrato dall'infortunio, e a questo punto non le chiedo se sia incedibile, ma le chiedo se per lei è un leader tecnico di questa squadra.
«Soulé ha fatto sicuramente bene, anche se ha avuto un lungo periodo di sofferenza a causa della pubalgia, che gli ha lasciato sicuramente qualche strascico. Però lui lo sta superando e sta giocando. Non è al meglio fisicamente, sicuramente, ma il suo contributo al nostro gioco è sempre molto importante. Sì, sicuramente è un giocatore importante, così come ne abbiamo altri molto importanti nella squadra».

Su Cuesta.
«No, io ho avuto modo di conoscerlo l'estate scorsa, è un ragazzo molto preparato. Sì, effettivamente ha saltato molti ostacoli, arrivando direttamente in alto. Questo succede: ci sono alcuni che devono fare una strada molto più tortuosa, con molte più curve, altri che prendono la direttissima. Lui fa parte di questi ultimi. Di solito, questo approccio è un po' più rischioso, però lui ha dimostrato, nel campionato, di acquisire sempre più fiducia. Lo specchio della sua squadra è comunque quello di una squadra solida. Ha ottenuto dei risultati veramente importanti, ha salvato il Parma con diverse giornate d'anticipo, ed è stata una squadra molto concreta. E questo, comunque, rappresenta già un anno direttamente in Serie A per un allenatore così giovane, che è sicuramente un bel traguardo».

Le chiedo come sta Angelino, se ci sono possibilità di rivederlo in campo da qui a fine campionato, non so se dall'inizio, e come sta Dybala.
«Dybala si sta allenando regolarmente già da un paio di settimane, quindi sta migliorando, ma non è tanto una questione di condizione per lui, quanto di recuperare la forza in quella gamba, la potenza di tiro, su questo punto. Angelino ha avuto una stagione davvero inaspettata, difficilissima per tutti. Forse, per la prima volta nelle ultime settimane, stiamo rivedendo il giocatore che è stato l’anno scorso, e questo fa ben sperare soprattutto per la prossima stagione. È un giocatore forte che, purtroppo, è venuto a mancare per tutto l'anno».

Ci sono un paio di operazioni, Wesley e Bailey, operate da un certo Scala che non ha un ruolo ufficiale. Il rapporto da 'esterno' da questa persona è determinante per la buona riuscita delle operazioni? Ci sono in ballo commissioni da milioni di euro.
«Guardi, sono una persona implicata, perché le spiego: io parlo sempre sotto l'aspetto tecnico. Se lei mi chiede di Wesley sotto l'aspetto tecnico, posso parlarne finché vuole. L'altro giocatore, chi era? Bailey? Bailey, purtroppo ha avuto una situazione, ma adesso ho visto che almeno è sempre disponibile e può giocare. Sotto l'aspetto contrattuale, io non partecipo mai alle trattative e non partecipo mai allo sviluppo dei contratti. Non conosco, per esempio, chi sono gli intermediari o gli interessi di questi calciatori. Posso anche conoscere direttamente qualcuno di più, qualcuno di meno, ad esempio, se lei mi chiede chi è il procuratore di Bailey, non lo so. Magari lo conosco, ma così non glielo so dire. Io non partecipo alla stesura dei contratti, né alla trattativa su quanto costa uno e quanto costa l'altro, su quanto tirano, su quanto fanno, su quanto sono le commissioni. Non credo che ci siano allenatori che possano aiutarla in questo senso».