Ranieri al Premio Città di Roma: "Ci aspettiamo il meglio nel finale di stagione, i ragazzi stanno dando il massimo"

Ranieri al Premio Città di Roma: "Ci aspettiamo il meglio nel finale di stagione, i ragazzi stanno dando il massimo"
© foto di Marco Campanella
Oggi alle 11:19Primo piano
di Mattia Grieco

Questa mattina, il Salone d’Onore del CONI ha ospitato la dodicesima edizione del Premio Città di Roma, un evento prestigioso che celebra le personalità e le realtà che si sono distinte nel panorama sportivo della capitale. La cerimonia, svoltasi alla presenza delle autorità e degli ospiti invitati, ha visto un volto inaspettato tra i partecipanti: quello di Claudio Ranieri.

Secondo quanto appreso da Vocegiallorossa.it, l’ex allenatore della Roma, oggi figura di riferimento dirigenziale, è stato un ospite a sorpresa, in quanto la sua partecipazione non era prevista nei programmi ufficiali dell’evento. La sua presenza ha suscitato sorpresa tra i presenti, rendendo l’apparizione ancora più significativa. Il suo ingresso ha infatti spiazzato pubblico e addetti ai lavori, contribuendo ad alzare ulteriormente il prestigio dell’evento, già ricco di personalità del mondo sportivo e istituzionale.

Durante la cerimonia di premiazione è intervenuto sul palco Claudio Ranieri. Di seguito le sue parole:

“È un premio dedicato alla città ed è un qualcosa di bello. Partire dal basso e arrivare a essere premiato in questo salone non me lo sarei mai immaginato da piccolo. Ringrazio l’OPES, state facendo qualcosa di meraviglioso. In questo momento particolare per l’Italia tanti ragazzi non hanno un sogno da inseguire e voi glielo state regalando. La cosa più importante che posso consigliare è di non stressare i propri figli, fateli divertire. I ragazzi devono perseguire un sogno, ma se non viene raggiunto non è un problema. Devono vivere con i valori dello sport, questa è la cosa che maggiormente mi preme. Dare questa educazione e far divertire i ragazzi, senza pensare di poter diventare Totti o Del Piero. Lo sport è formativo, devi rispettare regole e avversari. E poi si divertono, insisto su questo perché mi sembra che soprattutto nel calcio i genitori portino i figli a giocare per svoltare e fare soldi. No, lo sport serve per formare uomini. Io non avevo immaginato nulla a Leicester, mi hanno chiamato per salvare la squadra ed è successo l’impensabile. Ho sempre cercato di togliere pressione alla squadra per farli divertire. La cosa che più mi è piaciuta è la comunità di indiani che è presente a Leicester, in molti sono venuti a ringraziarmi per la comunità che si è creata perché abbiamo contribuito a rendere gli indiani e gli inglesi di Leicester un tutt’uno. Ci aspettiamo il meglio per questo finale di stagione, i ragazzi stanno dando il massimo e lo faranno fino a fine stagione. Forza Roma sempre”.

A margine dell'evento Ranieri ha risposto ha risposto ad alcune domande ai cronisti presenti.

C'è stato un momento in particolare in cui ha percepito che lo sport stava facendo del bene alla comunità?
“Beh, a Leicester c’è una grandissima comunità indiana. Molti amici indiani venivano a casa e mi ringraziavano di aver contribuito a far sì che indiani e inglesi si unissero per tifare Leicester”

La cosa più importante?

“La lealtà. Verso i tifosi: devono sapere che in campo dai sempre tutto, è il tuo presidente che ti paga e la lealtà è la cosa più importante”.

Da dove deve ripartire l’Italia del calcio?
“Sicuramente dalla base, è la cosa più importante. Ma anche far giocare più italiani possibile nei campionati, dalla Serie A alla Serie B e C. Gli allenatori hanno troppo pochi calciatori da poter scegliere”.