Qualità “liberata” e gruppo (ri)compattato: ecco la Roma di De Rossi

05.03.2024 08:33 di Emiliano Tomasini Twitter:    vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Emiliano Tomasini
Qualità “liberata” e gruppo (ri)compattato: ecco la Roma di De Rossi
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La Roma di Daniele De Rossi continua a vincere e convincere. Sabato sera, contro il Monza, è arrivata la sesta vittoria in sette partite di campionato, a cui va aggiunto il passaggio del turno in Europa League. L’ex capitano ha cambiato la squadra dal punto di vista del gioco espresso in campo e ricompattato il gruppo. Sui due piani, però, è necessario fare delle distinzioni.

QUALITÀ LIBERATA - Al termine di Monza-Roma, Raffaele Palladino ha elogiato il collega e amico Daniele De Rossi e, di conseguenza, mandato una frecciatina a Mourinho, con cui non corre buon sangue: “De Rossi ha liberato i giocatori”. Poche parole ma chiarissime, che – per quanto visto finora in campo – sembrano anche corrispondere al vero. In particolare, De Rossi sembra aver consentito ai giocatori di qualità di esprimersi maggiormente e, di conseguenza, di brillare maggiormente. In questo senso De Rossi ha effettivamente liberato alcuni giocatori, Paredes e Pellegrini su tutti. Con la Roma in possesso del pallone, i due centrocampisti giallorossi devono pensare meno alla fase difensiva e possono mettere in mostra la propria qualità nel giocare il pallone. Paredes ha infatti ammesso: “Giocare di più il pallone per me è meglio. Posso fare il mio gioco, il mio lavoro e dare il mio contributo alla squadra”. Pellegrini, invece, è stato un po’ più diplomatico e ha dichiarato: “Gioco a pallone, ed è quello che mi piace fare ed è quello che mi sta riuscendo”. Riprendendo le parole di Palladino ma provando a essere più precisi, potremmo quindi dire che De Rossi ha “liberato” la qualità dei giocatori della Roma, che con il nuovo stile di gioco sono ora più liberi di esprimere il proprio talento.

GRUPPO (RI)COMPATTATO - Gli ottimi risultati fin qui raggiunti e la maggiore libertà in campo hanno chiaramente prodotto un grande entusiasmo. Dopo le ultime vittorie si è quindi sentito parlare molto di un gruppo ritrovato e di un De Rossi che è riuscito a creare coesione e unità di intenti. Lo stesso De Rossi, però, ha dichiarato: “Evidentemente questo gruppo era già coeso, io non ho fatto niente. Questo è un gruppo che è arrivato fino in fondo in Europa negli ultimi due anni. Se non sei un gruppo coeso, non raggiungi quei livelli”. Ecco, ora è il momento di fare alcune specifiche. Se dal punto di vista del gioco la crescita avuta con l’arrivo di De Rossi è evidente, è anche vero che dalla Roma di José Mourinho nessuno si è mai aspettato un gioco esaltante. Quando il 4 maggio del 2021 la Roma ha annunciato lo Special One come nuovo allenatore, non si è detto: “Ora la Roma giocherà benissimo”, bensì: “Ora la Roma vincerà e sarà un gruppo unito”. Dalla Roma di Mourinho non ci si doveva aspettare il tiki-taka, mentre ci si aspettava una squadra battagliera e pronta a morire sul campo per il proprio allenatore. E proprio da qui bisogna analizzare l’esonero di Mourinho e l’impatto avuto da De Rossi. Mou non è stato esonerato perché la sua Roma giocava male, Mou è stato esonerato perché sembrava essere venuto meno quel senso di unità e compattezza, che era invece stato decisivo nelle due stagioni precedenti per vincere la Conference e arrivare in finale di Europa League. Se dal punto di vista del gioco, il cambio avvenuto con De Rossi è stato epocale; sotto l’aspetto dell’unità del gruppo De Rossi è riuscito a riaccendere quell’unità e coesione che aveva caratterizzato in passato la Roma di Mourinho.

Come e perché questa unità stesse svanendo, non è dato saperlo e pensarci oggi non ha più neanche molto senso. Come suggerito da Pellegrini è meglio guardare al presente e al futuro perché, come ha dichiarato il capitano: “Se questo è l’inizio, ragioniamo anche su cosa può essere la Roma in prospettiva con questa mentalità”.