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Gasperini e i Friedkin, una richiesta che va oltre la fiducia

Gasperini e i Friedkin, una richiesta che va oltre la fiduciaVocegiallorossa.it
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Oggi alle 16:30Podcast
di Benedetta Uccheddu

Gian Piero Gasperini non ha lanciato un’accusa alla proprietà e probabilmente è proprio questo l’aspetto più interessante delle sue parole. Nell’intervista rilasciata ieri a Sky Sport, il tecnico della Roma ha parlato del rapporto con i Friedkin, spiegando di sentirne sempre la fiducia e il sostegno, ma subito dopo ha aggiunto qualcosa su cui vale la pena soffermarsi: il suo obiettivo è riuscire a coinvolgerli molto di più nella quotidianità della Roma.Il paragone utilizzato da Gasperini è quello che conosce meglio, quello con la famiglia Percassi. A Bergamo, ha raccontato, la proprietà era presente ogni giorno accanto alla squadra e all’allenatore e il rapporto era diventato talmente stretto da andare anche oltre il semplice lavoro e il calcio. Con i Friedkin questo, almeno per ora, non accade: vivono lontano, vengono poco a Roma e il rapporto è inevitabilmente diverso: «Sì, è diverso, perché la famiglia Percassi era presente quotidianamente con la squadra e con me. Era quindi un rapporto molto stretto, che per certi aspetti andava anche oltre il lavoro e il calcio».

Questo però non significa che Gasperini stia mettendo in discussione la proprietà, anzi, le sue parole sembrano indicare qualcosa di diverso: la fiducia a distanza c’è, ma una presenza più costante potrebbe aggiungere qualcosa che la sola fiducia non può garantire. «Sento sempre la loro fiducia e il loro sostegno, anche se vivono molto distanti e vengono molto poco a Roma».

MAGGIORE CONDIVISONE E RAPIDITÀ NELLE SCELTE

Non significa avere una proprietà che interferisce con il lavoro dell’allenatore, ma una proprietà che vive più da vicino le dinamiche della squadra, conoscendone problemi ed esigenze. C’è poi la necessità di essere più rapidi: un confronto più costante tra proprietà, dirigenza e area tecnica può rendere più immediata la gestione delle situazioni importanti. In questo senso, Gasperini ha sottolineato anche il ruolo del nuovo amministratore John Galantic, indicandolo come un collegamento più stretto tra la Roma e i Friedkin.

IL RAPPORTO CON LA PIAZZA

Ma soprattutto c’è il rapporto con la piazza. Gasperini ha specificato che vorrebbe una maggiore presenza dei Friedkin non soltanto per se stesso ma anche per i tifosi, sopratutto in vista due appuntamenti importanti per il futuro del club: il centenario della Roma e il progetto del nuovo stadio, sul quale la proprietà americana è destinata a investire cifre importanti. Gasperini non sta dicendo che la società è assente dal punto di vista economico o che non lo sostiene. Il tecnico sembra convinto che, per costruire qualcosa di ancora più solido, serva trasformare quella fiducia, oggi percepita soprattutto a distanza, in una presenza più visibile e quotidiana. È stato chiamato a costruire una Roma competitiva sul campo, ma dalle sue parole sembra emergere anche la volontà di incidere sull’ambiente che circonda la squadra. Gasperini vuole una proprietà che sia vicina attraverso gli investimenti e le decisioni, ma anche fisicamente per creare un rapporto più diretto con una piazza che  non vuole soltanto vedere i proprietari: vuole sentirli parte del progetto.