Real Madrid, Mourinho sui Friedkin: "Se dovessi incontrarli all'Olimpico li saluterei. Dalla Roma ne sono uscito pulito"

Real Madrid, Mourinho sui Friedkin: "Se dovessi incontrarli all'Olimpico li saluterei. Dalla Roma ne sono uscito pulito"Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 12:34Interviste
di Luca d'Alessandro
Le parole di Mourinho sull'addio alla Roma: "Ne esco pulito, non esiste una mia parola contro la proprietà, se dovessi incontrare i Friedkin li saluterei"

José Mourinho, allenatore del Real Madrid prossimo avversario della Roma in Champions League, ed ex allenatore giallorosso, ha rilasciato questa intervista al Corriere dello Sport dove ha parlato del suo addio in giallorosso e del rapporto coi Friedkin: 

L’uscita dalla Roma ti ha fatto male al cuore.
«Certo. Non esiste una mia parola contro la Roma. Non esiste una mia parola contro la proprietà. Non esiste. Ho fatto un commento negativo per il quale mi sono scusato con Tiago Pinto. Ne esco pulito. Qualche volta può sembrare di no, ma nei rapporti umani, all’interno del club, sono una persona molto educata. Ne esco bene, sempre con la sensazione che sarà per sempre casa mia, anche se non lo è più. Tornare a Madrid, come dici tu, significa anche tornare a casa. Sono stato qui tre anni che sicuramente hanno il valore di trent’anni, perché è stato un periodo molto, molto particolare. Sono tornato a casa per questo legame emotivo che ho avuto con il club».

La rottura dopo Sevilla-Roma, finale di Europa League
«La finale di Budapest è il punto massimo di questa connessione. Finisce la finale, andiamo in vacanza e, quando torno, torno già morto.Torno morto per la UEFA, che mi ha fatto pagare per una cosa di cui non ero responsabile. Quello che è successo in aeroporto non è una mia responsabilità. La mia responsabilità sono gli insulti all’arbitro nel garage, e per questo devi pagare. Non devi pagare per quello che è successo in aeroporto, perché non è colpa mia. Io ho pagato anche per questo. Ho pagato per il rapporto con la proprietà, che aveva un profilo e un approccio diversi dai miei rispetto a quello che era successo in finale. Sono tornato già morto. Qualche mese dopo ero già fuori».

So, e tu non lo diresti mai, che per tanti giorni, da quel momento in avanti, non hai sentito i Friedkin.
«Come ti dico, non ho mai discusso pubblicamente di questa situazione. Se adesso, tornando a Roma, dovessi incontrarli in corridoio prima o dopo la partita, li saluterei senza alcun problema. Senza farlo, ti ho detto che, nella mia storia con la Roma, sono stato esonerato il giorno della finale. Il giorno della finale di Budapest è stato il giorno in cui sono stato esonerato. Poi rimangono i ricordi e la storia che hai vissuto, che non dimentichi. Ma non è una cosa che mi tormenta».