Tre motivi per il grande nome

27.04.2019 16:00 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Alessandro Carducci
Tre motivi per il grande nome

Prima quello di Conte era un nome che non si poteva nemmeno accennare o sussurrare per il timore di vederlo svanire e per non farsi illusioni.
Negli ultimi giorni, invece, il nome dell'ex tecnico del Chelsea inizia ad acquisire forma. Una forma ben definita, robusta. Da qui a dire che veramente arriverà è un altro discorso ma, al di là di chi sarà il prossimo allenatore, bisogna registrare un cambio di strategia: si punta al nome forte o, almeno, queste sono le intenzioni. Si prova a fare quello che il Napoli ha fatto con Ancelotti lo scorso anno.
Nemmeno Sarri (altro tecnico accostato alla Roma) d'altronde è un nome emergente ma, a Napoli, ha fatto vedere un calcio spettacolare ed è stato sul punto di abbinare vittorie e spettacolo.
A cosa serve il nome? Non solo a prendere, in effetti, un tecnico bravo ma anche per altri due motivi. In primis è un richiamo per i giocatori da prendere in estate che, con la garanzia del nome in panchina, potrebbero accettare più facilmente la destinazione giallorossa.
In secondo luogo, il nome fa da scudo nei momenti più delicati. Di Francesco è stato fin troppo bravo a tenere duro senza avere una storia vincente alle spalle, almeno da allenatore. Prima di criticare un nome come Ancelotti, come Conte, si avrebbe più pazienza, più fiducia e i giocatori stessi sarebbero più stimolati da un allenatore con un curriculum del genere.
Al di là, quindi, di chi effettivamente allenerà la Roma il prossimo anno la speranza è che si cerchi di prendere il nome autorevole, l'allenatore bravo, vincente, costoso certo, ma con un curriculum all'altezza delle ambizioni di questa società.