Schiavi del risultato

18.12.2018 19:40 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Alessandro Carducci
Schiavi del risultato

Il destino che accomuna tutti gli allenatori è di essere schiavi del risultato. Sempre, in ogni momento.

Buone partite buttate negli ultimi minuti o vittorie fortunose che possono salvare panchine, cambiare stagioni, cambiare la storia.

Contro il Genoa, la Roma ha messo tanta voglia e tanto orgoglio, non c’è alcun dubbio. E non è poco.

I tre punti erano fondamentali, considerando la deficitaria posizione di classifica e il prossimo impegno in casa della Juventus ma la Roma dà ancora l’impressione di un immenso laboratorio dove si sperimentano nuovi programmi, alternative, soluzioni.

Il gioco aggressivo visto lo scorso anno ancora latita e si aspetta di recuperare gli infortunati per capire come vorrà impostare la sua Roma Di Francesco: dal 4-3-3 al 4-2-3-1, passando ora per la temporanea difesa a 3. Per ora si intravede una bozza in bianco e nero, con qualche sprazzo di colore: la crescita costante di Cristante (sarebbe letale qualche metro più avanti) e il gol di Kluivert, che mostra a tratti di avere grandissime qualità. Poi la conferma di Zaniolo, diventato titolare fisso.

Schiavi del risultato, dicevamo, e degli episodi. Come quando il Var annulla per fuorigioco il gol arrivato con la seconda papera giornaliera di Olsen. Avrebbe potuto ammazzare la partita e abbattere la squadra, Olsen in primis.
La decisione del Var ha cambiato tutto e rinvigorito la Roma e lo stesso Olsen.

Il Var dà, il Var toglie e, all’ultimo istante, nessuno vede la spinta di Florenzi su Pandev. Una spinta ingenua ma evidente.
Quest’anno la Roma è stata sfortunata proprio nell’interpretazione di questi episodi, con il Var (non applicato) a svantaggio dei giallorossi. Contro il Genoa, invece, è accaduto l’opposto e questa volta sono stati i capitolini ad approfittarne ma, proprio questa volta, proprio perché è andato a vantaggio della squadra di Di Francesco, bisognerebbe sostenere con ancor più forza l’inutilità dell’attuale protocollo Var.

La moviola va usata sempre e, come si sono persi dei minuti per rivedere il fuorigioco, così se ne possono perdere altri per rivedere sempre le azioni sospette.

Come il fallo su Zaniolo in Roma-Inter, la spinta di Florenzi su Pandev o il rigore di Firenze.

È curioso, comunque, che proprio il Var (prima intervenendo sul fuorigioco e poi non intervenendo su Florenzi) abbia salvato Di Francesco, fino allo scorso anno apertamente contrario alla moviola in campo.