Quando l'anti-romanismo è più forte della fede calcistica

02.05.2010 00:59 di Emanuele Melfi   vedi letture
Fonte: VoceGiallorossa.it
Quando l'anti-romanismo è più forte della fede calcistica
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

In settimana il presidentissimo Lotito si domandava il perché, fino ad allora, non si fosse ancora parlato di Parma-Roma. La risposta - con tanto di cartolina del 'Ciuccio' del capitano - l'ha avuta oggi sul prato verde di un 'Tardini' tutto giallorosso (complimenti al popolo romanista) dove l'undici di Giudolin ha creato non poche difficoltà alla squadra di Ranieri. "La partita principe è quella di Parma perchè si gioca prima e, se va in un certo modo, l'Inter potrebbe anche non avere l'obbligo assoluto di vincere contro di noi" aveva detto. Infine, la chicca finale: "La Lazio ha sempre giocato nel rispetto dei ruoli e dei valori dello sport". Senza voler essere troppo maligni nè troppo tifosi, potremmo ricordare al presidentissimo - senza offesa per carità - che quattro anni or sono la Giustizia Sportiva ha sentenziato ben altro.

Riflettendo e godendo della nostra Roma possiamo certamente affermare che il suo, la squadra di Ranieri, l'ha abbondantemente fatto. Ho sentito da più parti reclamare per un eccessivo impegno del Parma: certo, l'eccessiva adrenalina di alcuni calciatori crociati potrebbero - ma noi rifiutiamo questa tesi - destar sospetto. Lor Signori ci perdoneranno: da tifosi romanisti abbiamo visto più volte squadre che assumevano volutamente un altro passo rispetto al potente di turno. I falli, le offese e sopratutto le proteste da parte di Guidolin & Co. le abbiamo trovate francamente fuori luogo. Il sentir gridare "siete come la Juve" è un'ulteriore conferma di come l'antiromanismo sia radicato in tutte le città d'Italia. Anche in quelle più pacifiche.

Per quale motivo protestare? Il gol di Totti - 'smoviolato' in tutte le televisioni italiane - è regolare sia nella posizione che nel controllo di palla; inutile insistere in un'estenuante ricerca del tocco galeotto. Non c'è, non esiste.

Per tutta la settimana i sostenitori giallorossi, seppur speranzosi per l'esito finale del campionato, temevano la trasferta parmense per via dell'eventuale contraccolpo psicologico dovuto alla batosta ricevuta domenica scorsa con la Sampdoria. Cari amici romanisti non potevamo chiedere di meglio a questo primo maggio duemiladieci: avversario con il coltello tra i denti, squadra con attributi non indifferenti e vittoria conseguita con coraggio alla fine di una lotta durata 97 minuti che ci proietta, per 24 ore, in testa al campionato.

Ora, inevitabilmente, tutti i riflettori saranno puntati prima sull'incontro tra Atalanta e Bologna (speriamo nel Tir), poi sul posticipo serale tra la Lazio e l'Inter. La piazza laziale è tutta coesa nel tifare nerazzurro e il clima che attenderà la squadra di Mourinho, ne siamo certi, sarà più che arrendevole.

Molti romanisti domani sera saranno davanti alla tv a 'gustarsi' questa importante sfida con la certezza nel cuore che qualora l'Inter dovesse battere la Lazio, il sentir tifare nerazzurro da parte dei 'podisti' sarebbe comunque una grande vittoria morale.