Made in Italy

24.01.2019 17:00 di Luca d'Alessandro Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Luca d'Alessandro
Made in Italy

In uno dei momenti più cupi del movimento calcistico italiano, vedi l'assenza ai Mondiali di Russia, vedi la fatica nel rimanere in "Serie A" nella Nations League, si dovrebbe ricominciare dall'abc. Invece no, andiamo a ritroso, perché il calcio italiano, benché venga denigrato, ha una sua Storia, e ricominciamo dalla Z. Zeta come Zaniolo. A lui il merito di riscoprire quel made in Italy certificazione di qualità calcistica. 19 anni, già 2 gol in Serie A in 11 presenze. La rete contro il Torino è un capolavoro di tecnica, abbinata a quella che noi romani chiamiamo "tigna". Difficile vedere un gol del genere da uno stiloso argentino come Pastore ad esempio. Nemo propheta in patria. Ci voleva uno spagnolo come Monchi a riscoprir le qualità dei giocatori del Bel Paese ("La Roma sarà in futuro molto italiana", parola di DS). Ci voleva un periodo nero, dal punto di vista tattico, di gioco, quindi di risultati, affinché Di Francesco (ri)scoprisse quanto sia importante avere nei ruoli chiave giocatori italiani. Certo, se la Roma si potesse permettere CR7, Messi, Modric e via dicendo, il patriottismo lascerebbe posto alla lingua universale di chi sa giocare a calcio, ma non si può. La rinascita, la crescita passa con quello che si ha in casa. In principio fu Lorenzo Pellegrini. Un derby, un ingresso fortuito, il tacco, il nuovo ruolo di trequartista. Ora tocca a Zaniolo continuare a portare alto il tricolore tra i vessilli giallorossi. 4,5 milioni e un 15% da versare all'Inter in caso di cessione. Valutate voi se aumenta il prezzo della cessione di Nainggolan o se Monchi ha preso a pochissimo un diamante grezzo. Non è importante. L'importanza per la Roma sono le sue giocate, ora anche i suoi gol. Made in Italy è anche la capacità di adattamento a nuovi ruoli, come Bryan Cristante. Acquistato da centrocampista offensivo dal fiuto del gol, Di Francesco lo ha plasmato per necessità a mediano. Un ruolo mal digerito all'inizio che con costanza e sacrificio ha fatto suo, riuscendo a non perdere il vizio del gol (4 in stagione). Infine il capocannoniere della squadra in Serie A: Stephan El Shaarawy. 12 partite 6 gol, un gol ogni 2 gare. Accusato anche lui di scarsa continuità nelle stagione precedenti. Non è un caso che in una gara come quella contro il Torino, in cui sopra di due reti e la squadra riesce a farsi rimontare, proprio quando si preannuncia l'ennesimo psicodramma di una stagione al di sotto delle proprie possibilità, arriva il gol vittoria, confezionato dalla premiata ditta Pellegrini (assist stupendo)-El Shaarawy. In attesa di riabbracciare Florenzi e Capitan De Rossi. Vince la Roma made in Italy.