La speranza Pastore, la certezza Ünder, la necessità di investire nel mercato

31.07.2019 12:06 di Luca d'Alessandro Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Luca d'Alessandro
La speranza Pastore, la certezza Ünder, la necessità di investire nel mercato

Con il 7-0 al Rieti e il 3-1 alla Ternana si chiude la prima parte della pre-season giallorossa. 5 amichevoli contro squadre di Serie D e Serie C, tra le mura amiche di Trigoria, possono bastare pre trarre un primo bilancio della nuova Roma di Fonseca. Iniziamo subito dal mister: taciturno, sempre sulla banda del fallo laterale a seguire la gara, intento ad annotare sul proprio taccuino gli aggiustamenti. Il tecnico, ormai lo sanno tutti, ma repetita iuvant, vuole difesa alta, aggressione, possesso palla. Due cose su tre si son viste, l'aggressione/intensità di pressing meno, ma qui entra in gioco la categoria bassa degli avversari. 2 gol subiti in 5 uscite. Un discreto risultato, anche se sia evidente quanto la Roma rischi di subire squadre che ripartono in contropiede e quanto gli errori in fase di palleggio possono dar vita a praterie verso la porta difesa da Pau Lopez. La ricerca della manovra sviluppata in orizzontale, non più la ricerca della verticalità difranceschiana o del lancio lungo per attaccare le seconde palle di Ranieri, è l'impronta che sta cercando di dare Fonseca al gioco. Sono arrivati Diawara (buon impatto) e Veretout (gestione fisica del calciatore arrivato un po' appesantito), ma la qualità in mezzo al campo risponde solo al nome di Javier Pastore. Punto interrogativo della stagione, tanto che Totti nella conferenza stampa di addio aveva alluso anche all'acquisto sbagliato (per lui) del talento argentino, in questo inizio di stagione risulta essere uno dei più in palla. Sia da regista nei due di centrocampo, ma soprattutto impiegato nel suo ruolo: trequartista dietro la punta centrale. In Serie A lì potrà essere utilizzato. Pastore ha dimostrato in queste prime uscite (da dimostrare a ritmi più sostenuti) di poter vincere le gare quasi da solo. Chissà se con una stagione di ritardo la Roma possa aver ritrovato il calciatore che aveva incantato ai tempi del Palermo. Un altro che ha colpito è Leonardo Spinazzola. Sarà lui il terzino sinistro titolare. In fase difensiva lo abbiamo potuto vedere poco impegnato, ma ha dimostrato che quando c'è da spingere sulla fascia è una garanzia: riesce senza alcun sforzo sia ad andare sul fondo e a servire assist (l'ultimo a Defrel nel 3-1 contro la Ternana), sia ad accentrarsi, concludendo in porta. La certezza della Roma e Di Fonseca in questo momento porta il nome di Cengiz Ünder. Una spanna sopra a tutti gli attaccanti fino a questo momento. Il turco, alla terza stagione in giallorosso ha dimostrato di esser cresciuto tanto, dimostrando sul campo, quanto sia mancato alla squadra nella scorsa stagione. Segna in tutti i modi: su azione personale, dopo inserimenti senza palla, al volo, di destro e di sinistro. Segna, che per un attaccante è la prima cosa. Non sono tutte rose e fiori però in quel di Trigoria. La sensazione che hanno lasciato queste partite è quella di una squadra ancora da completare. Manca quel quid che dia la sensazione di una vera e propria squadra. Sarà forse, soltanto, il fatto che Fonseca abbia mischiato molto le carte in tavola, ma la sensazione resta la stessa. Sono principalmente 2 i ruoli che mancano a questa squadra: un forte difensore centrale, un esterno sinistro di attacco. Qui Petrachi deve assolutamente mettere mano: Fazio-Jesus-Mancini chi per un motivo, chi per un altro non sono un reparto affidabile. Idem Perotti (che si è provato a piazzare fin dalla scorsa stagione) e Kluivert (che nelle prime uscite ha manifestato quanto debba crescere ancora). In più occorre capire chi tra Nzonzi, Cristante, Diawara, Pellegrini, Veretout possa essere la giusta coppia, che abbini qualità e fase difensiva, in mezzo al campo. Resta il rebus legato alla collocazione in campo di Nicolò Zaniolo. Chiudiamo col capito centravanti: Schick segna, ma dà l'impressione di digerire poco anche il gioco di Fonseca. "Bomber" Dzeko, come lo chiama Florenzi, ha i piedi con la Roma, la testa promessa all'Inter. Anche se in questi primi giorni è stato di una professionalità esemplare, resta un altro grande punto interrogativo. A meno di un mese dall'inizio della Serie A, Fonseca si ritrova una squadra che sta provando a metabolizzare il suo ruolo, ma che probabilmente cambierà ancora, rischiando di arrivare meno pronti di altri. Ecco che il lavoro di Petrachi torna a essere indispensabile. Occorre vendere il prima possibile chi non rientra nei piani tecnico-tattici, per dare all'allenatore, uomini funzionali e con la testa al 100% verso la nuova stagione. Fino a quel momento la squadra darà l'idea di essere incompiuta.