La protezione del potere politico-mediatico

07.05.2010 01:20 di Emanuele Melfi   vedi letture
Fonte: VoceGiallorossa.it
La protezione del potere politico-mediatico
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

Che caos mediatico! Il protagonista? Sempre lui, Francesco Totti. E non è purtroppo una casualità. Dopo il pollice verso che fece scandalo in tutte le prime pagine sportive dei quotidiani nazionali, arriva un altro efferato crimine: 'il calcio al Balotelli'. Eh si perché il Mario nerazzurro si è da sempre distinto per quella sportività che il buon Mourinho va predicando in giro per il mondo.

Ricordiamo tutti la rassegna stampa del giorno dopo la stracittadina che ci vide vincitori; si chiedevano dalle cinque alle dieci giornate di squalifica, si parlava di un Totti finito come calciatore e costretto a ricorrere a tali mezzucci per avocare a sè il consenso popolare. Insulti piovuti dal cielo per un gesto, che seppur di sfottò, il capitano rivolse ai tifosi della Roma proprio sotto la Curva Sud.

Il day-after la finale di Coppa Italia l'attenzione è ancora tutta su di lui, sul calcio a Balotelli e c'è anche chi - come Arrigo Sacchi - si è spinto a dire che il gesto visto mercoledì all'Olimpico è una 'pagina nera del calcio italiano'. Nessuno ha riflettuto su quello che c'è stato prima del gestaccio del capitano. O forse sì. Per caso la risposta è stata sottaciuta per non disturbare 'il potere'?

Tutto ha avuto inizio con Lazio-Inter; la gara tra amici ha infastidito non poco squadra e società coinvolgendo tutti in una bagarre mediatica culminata con le pesanti accuse (false peraltro) di Josè Mourinho, di professione - dicono - allenatore. Tanti riconoscono nel portoghese una grande dote dialettica definendolo 'un grande comunicatore'; credo, invece, sia semplicemente abile ad innervosire l'avversario di turno. Fabio Capello ci ha insegnato come si può essere un grande comunicatore anche senza aizzare folle. Non facciamo confronti però, non vorremmo essere ingenerosi nei confronti di Mr Mou.

Il portoghese, dicevamo, ha senz'altro contribuito ad agitare gli animi alimentando quel fuoco che già ardeva dentro i calciatori della Roma. Totti è stato semplicemente una vittima. Un uomo che ancor prima d'esser professionista è tifoso della società per cui gioca. Un calciatore che, dopo aver ricevuto insulti pensanti per tutta la gara, si è lasciato andare nel modo più semplice: sferrare un calcione all'avversario. Il gesto è assolutamente da stigmatizzare ma conoscendo la carriera di Francesco Totti in tutte le sue sfaccettature posso ritenermi in grado di capirlo. So che quest'affermazione farà sicuramente sobbalzare dalla sedia i finti moralisti e chi volutamente vuol manipolare l'informazione.

Tornando all'ormai famoso 'pollice verso' e del caos mediatico scaturito da esso, nessuno si è preoccupato, ieri, di sbattere in prima pagina il gesto orribile ed estremamente offensivo di Chivu verso la Tribuna Tevere. Così come nessuno si preoccupò di scrivere due parole sulla romantica passeggiata del romeno su Luca Toni. Dove sono ora tutti quelli che invocavano punizioni esemplari per il nostro numero 10 dopo il 2-1 alla Lazio? Un pollice verso ai propri tifosi può essere più grave di un gesto volgarissimo rivolto ai tifosi avversari? Un dito medio ad uno stadio intero può essere meno grave di uno sfottò goliardico sotto la propria Curva? Tutte queste domande hanno una sola risposta: Si se indossi la maglia neroazzurra. E' la protezione che dà il potere politico-mediatico.

VERGOGNA.

Il capitano riconoscendo l'errore ha voluto però puntare il dito sul lato triste della vicenda. "Dopo la partita di Parma in tantissimi mi hanno chiamato e cercato via sms complimentandosi per la vittoria, per il gol, l'assist e la bella prestazione. Dopo la partita di ieri (mercoledi ndr) ho sentito calore ed affetto solo da parte di alcuni, gli amici di sempre, quelli veri". Francesco noi siamo al tuo fianco.