La gioia per la vittoria

27.02.2013 00:02 di Emanuele Melfi Twitter:    vedi letture
La gioia per la vittoria
Vocegiallorossa.it
© foto di Marco Iorio/Image Sport

La conferma che tutti aspettavano è arrivata. La vittoria di Bergamo ha rappresentato un passo importantissimo sotto molti punti di vista, in primis verso le zone alte della classifica, quelle che tutti i protagonisti hanno sempre dichiarato essere la giusta collocazione per una rosa come quella della Roma. La terza di Andreazzoli è un vero successo: nella vittoria ottenuta contro l'Atalanta c'è tutto quello che è (quasi) sempre mancato alla squadra in questa stagione, la voglia di battere a tutti i costi l'avversario anche a costo di non brillare, di stare in campo soffrendo tutti insieme per portare a casa i tre punti. Di ribaltare un risultato che non rispecchia l'andamento della gara e quegli abbracci che da tanto - troppo - tempo mancavano. Proprio come fa un gruppo unito. Mister Andreazzoli sottolineò, il giorno del suo insediamento, come mancasse a Trigoria la felicità della vittoria e il dolore per la sconfitta. Due aspetti fondamentali che questa Roma - cambiata nella testa - ha già dimostrato di avere, sia a Genova che nelle successive due vittorie. Del match di domenica, oltre il risultato, rimarrà impressa la felicità dei calciatori a fine gara, le facce serene di chi vede la luce in fondo al tunnel e sente che, forse, il peggio sta passando.

Con sei punti in due partite la Roma è rientrata in corsa per un posto in Europa League, la Champions sembra essere troppo lontana non tanto nei punti ma nella quantità di squadre che i giallorossi hanno davanti in classifica. Come ha sottolineato ieri Florenzi, intervenuto alla presentazione della Junior TIM Cup, la squadra deve concentrarsi su ogni gara preparandola senza fare troppi calcoli, senza porsi obiettivi, se non quello di fare più punti possibili per poi tirare le somme alla fine del campionato. All'Olimpico col Genoa sarà ancora una volta fondamentale ottenere il massimo perché i giallorossi non possono più permettersi di sbagliare. È un obbligo.