Juventus-Roma ancora nel destino di Villar. La crescita dello spagnolo e il suo utilizzo nel centrocampo del prossimo anno

03.08.2020 19:15 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture
Juventus-Roma ancora nel destino di Villar. La crescita dello spagnolo e il suo utilizzo nel centrocampo del prossimo anno
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Avvolgiamo il nastro indietro e torniamo allo scorso 22 gennaio, quando a Torino di disputò Juventus-Roma, terminata 3-1 per i bianconeri. Tra i tanti spettatori che videro in tv il match ce n’era uno in particolare che, poco dopo, sarebbe diventato un giocatore giallorosso. Gonzalo Villar ieri ha giocato molto bene, prendendosi i complimenti meritati di Fonseca a fine gara. Il tecnico portoghese stravede così tanto per il giovane centrocampista spagnolo da aver chiesto alla società di anticipare il suo acquisto, previsto inizialmente per la fine di questa stagione. Quel 22 gennaio Villar doveva ancora scegliere se accettare l’offerta della Roma o del Valencia, club che gli avrebbe permesso di rimanere più vicino a casa sua: “Quando stavo ancora pensando se venire a Roma – dichiarò lo scorso 30 marzo al canale Youtube del giornalista Miguel Quintana - ero in casa e ho messo come partita Juventus – Roma. Ho visto come giocavano i giallorossi. Ricordo che c’erano i miei agenti con il Valencia in quel momento, poi li ho chiamati e ho detto loro che avevo visto la Roma e davvero mi faceva molto piacere andare lì. Ho visto Pau Lopez che cercava di tenere il pallone mentre era pressato da qualcuno, forse da Ronaldo, non ricordo. Hanno giocato tranquillamente, passandola al centro a Smalling, lateralmente a Mancini e ho detto a papà che mi stava venendo voglia di essere già lì”. Il trasferimento venne formalizzato otto giorni più tardi e Villar diventò così un giocatore della Roma.

LA PARTITA – Ieri, dati alla mano, è stato il giocatore a correre di più (11,437 km) ma non è questo che colpisce, né il numero di passaggi accurati (27 su 29) né il cambio di gioco per Calafiori, in occasione del calcio di rigore guadagnato dal giovane esterno giallorosso. Villar vuole avere il pallone tra i piedi, soprattutto quando scotta, soprattutto spalle alla porta, quando gli avversari pressano e il minimo errore può essere decisivo. L’ha detto più volte nelle sue interviste e si è visto anche ieri, nonostante il tono amichevole della gara. Ha scaldato i motori poco prima della mezz’ora del primo tempo quando, pressato da Muratore, è stato bravo a non perdere palla. Due minuti più tardi, ancora Muratore è andato in pressing e Villar, venendo incontro per prendere palla, lo ha evitato eludendo anche l’intervento di Higuain e danzando in un fazzoletto di campo, saltando la pressione della Juventus e facendo ripartire la squadra con un passaggio laterale a Perotti. Ha visione di gioco il ragazzo e passa spesso il pallone di prima, soprattutto nelle zone di campo più calde, quelle in cui se perdi tempo o sbagli il primo controllo rischi di perdere palla e far segnare il tuo avversario. Deve migliorare sotto l’aspetto difensivo e fisico, sebbene sia bravo a proteggere con il corpo la sfera a dispetto della sua struttura fisica.

CARATTERE – Visto il ruolo che ricopre, è tra gli aspetti più importanti. Oltre alla volontà di ricevere palla nei momenti più delicati, alcune sue interviste possono aiutarci a definire il profilo di un calciatore che si fa carico della squadra, che sente la responsabilità per ciò che accade e che non perde tempo ed energie a cercare alibi:  “Rispetto alla mia squadra ho sempre cercato di mettermi in testa che se la squadra sta male è colpa tua. Fa rabbia se l’allenatore ti riprende ma devi sempre cercare di ricordarti di dire a te stesso di dagli retta, che ti sarà utile. Soprattutto se vedi che quello che dice può farti migliorare, può aiutarti a dare un piccolo passo in avanti, a essere migliore. Devi ingoiare un po’ di orgoglio e dargli retta. Il primo anno all’Elche non facevo così e infatti non mi andava tutto bene. Il secondo anno però mi sono messo in modalità spugna, ho assorbito tutto e poi ho verificato che effettivamente le cose stessero migliorando. Per fortuna mi è andata bene e quindi bisogna mantenere questo atteggiamento", dichiarò sempre nel corso dell’intervista dello scorso 30 marzo. La partita di ieri conta poco o nulla ma il giocatore, che sta contemporaneamente prendendo una laurea in Business Administration and Management, mostra di avere qualità molto interessanti e già si può pensare a un centrocampo formato da lui e Veretout: lo spagnolo davanti alla difesa per far iniziare l’azione ed eludere il pressing avversario e il francese a pressare e a inserirsi nello spazio, avvicinandosi all’area avversaria come fatto nelle ultime gare. Tra l’altro, Villar ha spesso giocato in passato con il 4-2-3-1, modulo che Fonseca preferirebbe, ma come caratteristiche si adatta molto bene anche al 3-4-2-1. Ha qualità, testa e determinazione. Serve solo un po’ di pazienza.