I curiosi casi di Emiliano Viviano

15.05.2020 17:15 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
I curiosi casi di Emiliano Viviano

Uno dei tanti nomi che si ripropongono ciclicamente tra le varie indiscrezioni di trattative riguardanti la Roma è quello di Emiliano Viviano, protagonista diretto e indiretto di due delle più curiose e paradossali vicende di mercato dell’era recente.

2011: LA BUSTA SBAGLIATA - Il primo mercato romanista dell’era americana, guidato da Walter Sabatini, vede come uno dei primi obiettivi il portiere. La scelta, in prima istanza, ricade su Emiliano Viviano, reduce da una buona stagione al Bologna, che ne detiene metà del cartellino, quella priva di diritti sportivi, acquistata dal Brescia per 3,5 milioni di euro nel 2009. L’altra metà appartiene all’Inter, con cui non si giunge a un accordo entro il termine e con la quale è necessario, quindi, andare alle buste. Il DS romanista si accorda con il collega rossoblu Setti per acquistare l’intero cartellino una volta riscattato dagli emiliani, ma il 24 giugno accade l’impensabile. L’Inter offrirebbe 4,2 milioni, contro i 4,7 del Bologna che si aggiudicherebbe il portiere con ampio margine; i moduli prevedono che la squadra “principale” (in questo caso l’Inter) debba solamente scrivere l’offerta per l’altra metà, mentre la squadra “secondaria” (il Bologna) debba indicare il prezzo della metà che si vuole acquistare e quella del totale del cartellino Il Bologna, per mano del suo direttore generale Stefano Pedrelli, anziché scrivere 4,7 e 9,4 offre però, di fatto, il 50% di quanto voluto - 2,35 milioni di euro - scrivendo tale cifra come importo della metà e perdendo il giocatore, che diventa interamente nerazzurro. “Ho sbagliato ed è colpa mia, di buste per le comproprietà ne ho riempite a centinaia, purtroppo ho sbagliato la più importante. Sapevo che la busta di Viviano andava preparata in modo diverso, purtroppo ho iniziato a compilarla dalla parte sbagliata. Mi sento come un cretino…”: con questo sfogo a Il Resto del Carlino il dirigente ha poi raccontato la beffa per la sua società - privata di un potenziale incasso importante per sistemare il bilancio - e di conseguenza per la Roma, che si ritrova a dover ricominciare a cercare un portiere, trovandolo qualche settimana dopo nell’olandese Maarten Stekelenburg.

2013: ANDATA E RITORNO - Il primo anno e mezzo dell’ex Ajax vive su più bassi che alti, col culmine negativo del pessimo rapporto con Zdenek Zeman, che gli preferisce il suo pupillo Mauro Goicoechea, nonostante diverse prestazioni negative, addirittura criticato pubblicamente (“Non capisco perché l’abbiano preso, è stato un acquisto inutile”). Nel mercato invernale nulla si muove fino all’ultimo giorno, il 31 gennaio 2013, quando Roma e Fulham trovano l’accordo per la cessione del numero 24 per 5 milioni di euro. Il portiere parte per Londra dove deve effettuare le visite mediche, mentre Sabatini punta il suo sostituto che, ancora una volta, è Emiliano Viviano, passato nel frattempo alla Fiorentina. Il blitz dell’ultimo secondo, però, non è efficace come altre volte e il DS non trova l’accordo con Pradè così come con il Santos per Rafael: tutto bloccato, tranne l’aereo con a bordo Stekelenburg che nel frattempo era ampiamente decollato e che stava per atterrare. Solo una volta riacceso il telefono l’olandese avrebbe scoperto che l’affare era saltato e che sarebbe dovuto tornare indietro. Per riaccomodarsi in panchina, oltretutto.