Altro 0-2 bugiardo contro il Real. La Roma lascia la Champions a testa alta

09.03.2016 06:00 di Alfonso Cerani Twitter:    vedi letture
Altro 0-2 bugiardo contro il Real. La Roma lascia la Champions a testa alta
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Un'impresa al di là di ogni limite, oltre l'immaginazione e oltre la cabala, che vede la Roma partire con le chance di passare il turno ridotte al lumicino. I giallorossi indossano l'abito scuro per affrontare la serata di gala al Bernabeu al cospetto dei dieci volte Campioni d'Europa, vincenti per 2-0 all'andata. Spalletti se la gioca così: 4-2-3-1 con Dzeko di punta e il trio Salah-Perotti-El Shaarawy alle sue spalle. La linea difensiva è composta da Florenzi, Manolas, Zukanovic e Digne, con Szczesny in porta. Nainggolan si accomoda in tribuna e dunque la diga di centrocampo è affidata a Keita e Pjanic. Di fronte l'attacco galactico del Real, orfano di Benzema ma con un Bale in più.

Comincia la sfida con la Roma molto attiva sulle fasce. In due circostanze nei primi cinque minuti di gioco è il cross a essere impreciso. Dalla parte opposta Ronaldo chiede un rigore per una carambola sul braccio di Zukanovic che di volontario ha ben poco. Passano due minuti e la triangolazione Bale-Marcelo, con tiro in equilibrio precario del brasiliano, dà l'illusione ottica del gol. La prima conclusione nello specchio è però di Kroos dalla lunga distanza, facile per Szczesny. La Roma sembra comunque attutire bene l'onda d'urto delle merengues. Al 14' grandissima ripartenza di Salah, che se ne va in velocità servendo in orizzontale Dzeko, il quale controlla dopo il velo di un compagno ma spedisce clamorosamente a lato. È la prima vera occasione da gol della partita e il Real risponde poco più tardi. È Szczesny a tenere a galla i suoi con un intervento sulla sventola da fuori di Modric. Il croato ci prova anche a metà frazione, ma il suo tiro è strozzato e non crea grattacapi al portiere polacco. Perotti non dà punti di riferimento e i suoi strappi sono seguiti dai compagni, come in occasione del colpo di testa di El Shaarawy di poco alto. Prima della mezz'ora la Roma si presenta a tu per tu con Navas per la seconda volta. Dopo Dzeko è infatti Salah a spedire a lato. Il Real invece ci prova ancora dalla distanza, in questo caso con Bale, impreciso nella conclusione. Ronaldo dal canto suo si mette in mostra con un'accelerazione sulla sinistra e un tiro immediato che sollecita i riflessi di Szczesny. Il portiere polacco si conferma in grande spolvero intervenendo ancora in maniera provvidenziale sul campione portoghese lanciato a rete. CR7 prova poi a incidere come uomo assist per l'inserimento di Casemiro, il cui tiro è una telefonata a Szczesny. Prima dell'intervallo la Roma ha un'altra chance con Salah che non trova la potenza col mancino. Per il primo tempo può bastare.

Nella ripresa c'è subito un cambio: Vainqueur per Pjanic. I blancos premono alla ricerca del vantaggio: Marcelo crea scompiglio in area e sugli sviluppi dell'azione Bale tenta la mezza girata neutralizzata ancora una volta da Szczesny. Poi è ancora Salah a trovarsi di fronte a Navas, graziandolo. Ronaldo nel frattempo continua la sua battaglia personale con Szczesny, ma le opportunità per la Roma ci sono: Dzeko vede e serve Florenzi che manda al bar il diretto avversario con un tocco a seguire, ma trova sulla sua strada un ottimo Navas. Sul conseguente tiro dalla bandierina Manolas si ritrova sul piede la palla dell'1 a 0 centrando però il portiere costaricano. Il Real sostituisce un Bale opaco per inserire Vazquez. Proprio da un'iniziativa del nuovo entrato nasce il vantaggio del Real: Digne non affonda il tackle e il giocatore proveniente dalla cantera crossa per Ronaldo, che anticipa Manolas insaccando il pallone. Il 2-0 non tarda ad arrivare ed è una mazzata: Ronaldo allarga per James che sorprende Szczesny sul suo palo. Anche il 3-0 sembra servito su un piatto d'argento a Cristiano, ma il fuoriclasse sbaglia clamorosamente. Esce El Shaarawy, entra Totti per la gioia del pubblico che gli tributa un'ovazione. L'ultima occasione capita sui piedi di Perotti, con il palo a dire di no all'argentino. La Roma esce comunque a testa alta dal Bernabeu, consapevole di aver messo in difficoltà i dieci volte Campioni.