Stramaccioni: "Le parole di Ranieri sono state controproducenti. La Roma ha puntato sull’allenatore giusto"
Andrea Stramaccioni ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole.
Come e perché si è arrivati a tanto?
«Credo che lo sfogo di Ranieri sia stato solo la punta dell’iceberg. Mi spiego: i problemi ci sono da tanto tempo e hanno radici più profonde. Dalle incomprensioni sui giocatori da comprare – sia in estate che a gennaio – a un discorso sul progetto e sui rinnovi. Anche perché è da lì che si costruirà la Roma che verrà».
Ranieri venerdì scorso ha parlato chiaro: il suo intervento può destabilizzare l’ambiente?
«Premetto che è una situazione che sarebbe difficile da gestire anche altrove, non solo a Roma. Gasperini ha fatto presente che secondo lui alcuni giocatori non sono da Roma e Claudio credo abbia scelto di replicare. Conosco entrambi da tanto tempo e so che sono due grandi uomini di calcio, con un carattere forte. In particolare, sulle dichiarazioni pre partita di Ranieri, penso che siano state controproducenti, non solo per Gasperini, ma anche per la squadra in un momento così importante della stagione. Perché onestamente non vedo che benefici potesse avere rendere pubbliche alcune osservazioni sugli allenatori che avevano rifiutato la Roma o fare un confronto con i risultati dell’anno scorso».
Si immagina un progetto a lungo termine con Gasperini?
«La Roma ha puntato sull’allenatore giusto, che a sua volta l’ha scelta nonostante avesse tante richieste. Sono convinto che la soluzione sia creare un mix vincente, tra giocatori esperti e giovani che possono crescere. E in rosa ce ne sono parecchi. Un esempio? Pisilli. Ma in generale la società giallorossa ha sempre avuto una grande tradizione di settore giovanile».
Si è parlato a lungo di una figura come Totti in società. Può essere utile o sarebbe un’ulteriore figura ingombrante?
«Totti è Totti. È la Roma. Lo prenderei di corsa. Poi, certo, la differenza la fanno sempre competenze e ruoli. Ingombrante lo diventi se non hai mansioni chiare e non c’è ordine. Ma io credo che uno come Francesco possa essere solo un valore aggiunto».
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