On this day: "La Roma, il periodo più bella della mia vita"

22.03.2015 11:37 di Danilo Magnani   vedi letture
Fonte: asroma.it
On this day: "La Roma, il periodo più bella della mia vita"
Vocegiallorossa.it
© foto di Federico Gaetano

Prosegue la rubrica On this day sul sito ufficiale della Roma, che commemora giornalmente un evento della storia passata romanista.

22 MARZO

“La Roma, il periodo più bello della mia vita”

Sergio Carpanesi – per l’anagrafe 22 marzo 1936, La Spezia, ma nato in realtà un giorno prima - ha vinto tanto nel mondo del calcio lasciando una traccia profonda per l’estrema signorilità e correttezza.
Inizia a giocare, come gran parte dei ragazzi della sua generazione, in ambito oratoriale, per poi entrare a far parte della scuola calcio creata dal padre, i Carpanesi Boys con i quali debutta in I^ divisione.
Siamo nel 1950, Carpanesi ha quattordici anni e inizia velocemente ad attirare le attenzioni del calcio che conta su di sé per la corsa facile, la tecnica e la pulizia negli interventi.
La prima a farsi avanti, nel corso della stagione 1952/53, è la Fiorentina.
I viola chiedono e ottengono di sottoporre il ragazzo a un provino nella città gigliata.
Il giovanotto si trova di fronte un cliente assai scomodo come Armando Segato e fa un figurone segnando tre gol.
Fulvio Bernardini, tecnico dei viola, chiede a Carpanesi di trattenersi ancora una settimana e quindi lo schiera in un nuovo allenamento al posto dello svedese Dan Ekner.
Alla fine della sgambata c’è la firma del compromesso. Stipendio base di 15.000 lire, 5000 quale ulteriore premio di acquisizione e altre 5000 legate all’ingresso in prima squadra.
Poco dopo, nel maggio 1953, il Genoa gli offrirà il doppio per vestirsi di rossoblù e anche la Juventus si farà avanti proponendo d’ingaggiarlo dopo un altro anno di permanenza a La Spezia.
Carpanesi, irremovibile, si veste di viola.
Fulvio Bernardini, mito di Testaccio, lo farà debuttare nella Fiorentina a Ferrara, contro la Spal, il 13 maggio 1956. Carpanesi risponde siglando il gol partita e mettendo in carniere la prima di due presenze che gli consentiranno, a fine stagione, di laurearsi Campione d’Italia.
Dopo una stagione in prestito al Palermo nel 1959/60, Carpanesi rientra alla base ma alcuni infortuni lo frenano e in cambio di Dante Micheli è ceduto alla Spal.
A Ferrara le sue quotazioni riprendono a salire vertiginosamente, divenuto capitano della Nazionale militare di Calcio, approfondisce la stima di alcuni compagni come Losi che, dopo l’infortunio a Egidio Guarnacci (l’8 gennaio 1961 nel corso di uno storico Roma – Sampdoria) ne riferisce, presso la dirigenza, le grandi qualità.
Il 26 febbraio 1961, durante il match Spal – Roma, Carpanesi è il migliore dei suoi. La sua gara impressiona gli attenti osservatori romanisti e a fine stagione l’interesse si trasforma in acquisto.
Aggregatosi alla Lupa nel raduno di Principina, sostiene la prima amichevole in maglia giallorossa il 5 agosto 1961 contro il Grosseto.
Rizieri Grandi, una delle firme storiche del Messaggero, scriverà l’indomani: “Per quanto un giudizio non possa esprimersi è evidente che quando Carpanesi potrà essere affiancato a Guarnacci, la Roma avrà risolto i sui problemi”.
Nella Roma Carpanesi disputerà sei stagioni conquistando una Coppa delle Fiere poche settimane dopo il suo arrivo e una Coppa Italia (1964), rimanendo in forza ai colori giallorossi per sei stagioni e disputando 158 partite in serie A (con 4 reti) e 16 in Coppa Italia e 19 in Coppa delle Fiere.   
Concluderà la sua splendida carriera vestendo le maglie della Sampdoria, dell’Anconitana e dell’Angelana.
Nel novembre 2014 Carpanesi ha partecipato alla cerimonia celebrativa del cinquantesimo anniversario della conquista della Coppa Italia. In un passaggio di una lettera inviata all’AS Roma, il grande atleta giallorosso scriveva che la sua partecipazione aveva voluto essere: “ (…) un gesto d’amore, di affettuoso ricordo, di viva riconoscenza verso Roma squadra e città. E’ un ricordo, un’emozione ancora intensa perché identifica una parte significativa della mia giovinezza, probabilmente il periodo più bello della mia vita”.