Burdisso: "Per giocare in Italia servono umiltà, costanza e lavoro. Ho avuto la fortuna di vincere tanto sia in Argentina che in Europa"

23.09.2020 15:39 di Alessandro Pau Twitter:    Vedi letture
© foto di Marco Iorio/Image Sport
Burdisso: "Per giocare in Italia servono umiltà, costanza e lavoro. Ho avuto la fortuna di vincere tanto sia in Argentina che in Europa"

L'ex difensore della Roma Nicolas Burdisso ha partecipato a una diretta Instagram con la pagina ga4good (Generation Amazing), con cui la Roma è associata. Ecco le parole dell'argentino:

Cosa fai oggi?
“Sto studiando per la Licenza di Diritto Sportivo UEFA, ho già la Licenza Special”.

Cosa ne pensi del programma Generation Amazing?
“È importante perché il calcio è un fenomeno mondiale senza eguali, serve per unire le persone in ogni angolo del mondo. Queste iniziative sono molto importanti e fanno bene al calcio e alla gente”.

Quali consigli dai ai giovani che vogliono fare una carriera come la tua?
“Non c’è una bacchetta magica, ma solamente lavorare, crederci e avere il sogno di poterci arrivare. Servono costanza e vogli di fare, e poi bisogna capire quando è il momento di sfruttare la tua opportunità”.

Sei cresciuto nel Boca Juniors, com’è stato per te?
“Per me tutto il cammino che ho fatto è quello che tutti i giovani sognano. Giocare nella Bombonera è stato un sogno, invito tutti a passare di lì a vedere una gara almeno una volta”.

Quali caratteristiche sono importanti per giocare in Italia?
“Sicuramente umiltà, costanza, lavoro, fattori che servono per fare una grande carriera. In Europa ho giocato tanto e vinto, ma tutto quello l’ho costruito in Argentina. Ho avuto la fortuna di vincere tanto in Argentina e in Europa”.

Quali sono i momenti più importanti che hai vissuto con la maglia dell’Argentina?
“Sicuramente l’aver giocato il Mondiale e l’aver vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi, ma il migliore è stato il momento dell’esordio, il coronamento di un sogno”.

Sei stato allenato da Maradona, cosa hai imparato da lui?
“Lui era incredibile, vedeva i tempi del gioco e sapeva spiegarli alla perfezione. Ho imparato molto sotto questo punti di vista”.

Quali sono i campi da calcio che ami di più?
"Il primo campo, quello vicino casa mia. Il più bello, oltre alla Bombonera, l'Azteca: sono successe cose incredibili in quello stadio".

Hai giocato al fianco di tanti campioni argentini. Cosa può fare l'Argentina nella prossima Copa America e nel prossimo Mondiale?
"La squadra è in una fase di crescita. Alla Coppa America può fare bene, ma anche al Mondiale".

Messi può portare l'Argentina alla vittoria?
"Credo di sì, è una bella squadra e lui ha le caratteristiche per farlo".

Hai allenato il Boca Juniors, come mai sei andato via?
“Non è successo nulla, semplicemente la società aveva trovato un nuovo allenatore”.