Barba: "Sono pronto a ripartire, ma non so dove andrò. Paredes ha fatto una stagione straordinaria. Alberto De Rossi è un grande allenatore"

11.06.2016 12:24 di Simone Ducci Twitter:    vedi letture
Fonte: gianlucadimarzio.com
Barba: "Sono pronto a ripartire, ma non so dove andrò. Paredes ha fatto una stagione straordinaria. Alberto De Rossi è un grande allenatore"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Ecco l'intervista di Federico Barba, ex difensore della Roma, riportata da gianlucadimarzio.com.

“Barba, verteidiger”. “Eh?”. Difensore. "Vallo a capì...". Reazione classica, comprensibile. Difficile il tedesco, no? “Sì, sì! Ma qualcosina l’ho imparata dai”. Libri e pallone: “Lo stavo anche studiando”. Sei mesi a Stoccarda, ora chissà: “Sono pronto a ripartire, ma non so dove andrò”. Sincero, Federico Barba. In attesa di conoscere il suo futuro. Empoli? Bundesliga? Ancora non si sa. Ma l’esperienza tedesca gli è servita: “Stadi sempre pieni, strutture all’avanguardia, mi è sempre piaciuto fare un’esperienza all’estero”.

Comunicare, poi, non è mai stato un problema: “Con l’inglese parli con chiunque”. Stoccarda città storica: “Ambiente fantastico, grande tifo. C’era un grande seguito, a volte prima di partite importanti si presentavano 2000 persone agli allenamenti. Il centro sportivo era fantastico, ogni cosa costruita attorno allo stadio”. Altro mondo: “Eh sì, tutto all’avanguardia”. Organizzatissimi, hai capito i tedeschi. “Anche durante la riabilitazione, dopo l’infortunio, il centro era vicino lo stadio…”. Già, la nota stonata. Guai fisici per Barba, due mesi di stop e tantissima sfortuna: “Si è accanita!”.

Federico racconta: “Mi son fatto male subito, alla prima amichevole contro una squadra di terza serie. Giocavo dall’inizio, è andata così purtroppo.” L’esordio è col Borussia Dortmund di Marco Reus, emozionato? “Davvero bellissimo, è stato fantastico confrontarsi con grandi campioni. Peccato per il risultato però (3-0 per il BVB ndr), ma ho cercato comunque di dare il mio contributo”. Poi il Werder Brema. Prima l’autogol sfortunato: “C’è stata un’incomprensione col portiere, non ci siamo capiti. Succede dai”. Infine la prima rete...di tacco: “È stato il gol più bello che abbia mai fatto, mi dispiace sia stato inutile (6-2 il risultato finale ndr)”.

Diverso dal colpo di testa contro la Lazio, giusto? “Decisamente, era il primo gol in A”. Un derby? Magari sì, visto il passato (e che passato!) nelle giovanili della Roma: “No anzi, ci tengo a precisare che non tifo per nessuna squadra. È stata una rete importante, venivamo da un periodo negativo e volevamo recuperare punti”. Rewind, ricordi della Capitale. Due successi per Barba,Scudetto Allievi e Primavera: “È sempre stato un settore giovanili all’avanguardia, grandissimo. Non mi stupisco che ogni anno arrivino ai vertici". Quest'anno, infatti, la Roma ha vinto lo Scudetto Priamavera: "Alberto De Rossi è un grande allenatore. Preparatissimo. Conosce la categoria, i giocatori, quanto e come possono crescere. Un salto in prima squadra? Non penso gli interessi. Poi dietro di lui c’è una società alle spalle, molto organizzata”.

Qualche salto in prima squadra poi, tante dritte dai più esperti: “Sono andato con loro in più di un’occasione, mi ricordo di Juan! Un campione, una grande persona. Ti diceva sempre qualcosa, dove migliorare e quant’altro. E’ stato un grande!”. Ma serve l'esperienza, vai col primo step. Tappa a Grosseto in Serie B, prima di Empoli: “E’ stata la prima volta fuori casa, tra i professionisti. Andò bene dai, giocai molto e saltai soltanto le ultime partite per infortunio”. Infine Empoli, appunto.

Un'isola felice, dalla promozione in Serie A al primo gol contro la Lazio. Un’avventura emozionante: “E’ una piazza che ti fa lavorare, che ti aspetta, ti dà fiducia”. Aneddoti in pillole. Sarri?“Scaramantico, aveva i suoi riti”. Rugani? “Un amico, giochiamo spesso a tennis. Riesce a farsi voler bene da tutti, è una persona tranquilla e genuina. Spontanea”. Paredes? “Ha fatto una stagione straordinaria, è molto bravo”. Giampaolo? “Preparatissimo”. E ora? Futuro da scrivere. Ma sempre daverteidiger. Ops, difensore.