Feliziani: "La situazione dei tifosi non tesserati in trasferta si può gestire"

21.02.2012 13:24 di Adriano Mazzone   vedi letture
Fonte: Romanews.eu
Feliziani: "La situazione dei tifosi non tesserati in trasferta si può gestire"
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

Dopo il rifiuto da parte dell'Atalanta di concedere ai tifosi romanisti non tesserati di seguire la propria squadra in trasferta, la redazione di Romanews.eu ha intervistato il responsabile della biglietteria A.S. Roma, Carlo Feliziani.

La notizia del giorno è che l’Atalanta non permetterà ai tifosi giallorossi non tesserati di andare a Bergamo.
"Noi siamo in contatto con tutte le società, soprattutto alla vigilia degli eventi. Di volta in volta apprendiamo le loro decisioni in merito alle strategie di vendita, ai prezzi dei biglietti e quant’altro. Da un paio di settimane a questa parte c’è questa nuova possibilità per le società che organizzano la trasferta: possono procedere alla vendita dei biglietti nella modalità classica, quindi con la tessera del tifoso, oppure possono dare la possibilità ai titolari della tessera di acquistare un ulteriore biglietto utilizzando la fotocopia del documento di identità di un’altra persona. Ovviamente noi ci atteniamo a quello che decidono le altre società, anche perché ognuno ha le sue esigenze logistiche: magari hanno dei Settori Ospiti con certe particolarità, oppure non hanno dei Controlli Accessi che consentano controlli più specifici. Non entro nel merito del fatto che possano agire per altre motivazioni personali, nelle quali non possiamo entrare e sulle quali magari potremmo non essere d’accordo".

Voi però state agendo diversamente…
"Noi come Roma abbiamo scelto di seguire la proposta dell’Osservatorio col Parma, perché reputavamo  di potere gestire tranquillamente la situazione. Evidentemente le valutazioni fatte, in questo caso, dall’Atalanta sono state diverse. Non vogliamo commentare decisioni di altre società e ovviamente non vogliamo fare alcuna polemica. Questa proposta è ancora sperimentale: alcune società la adottano, altre meno. Tutte le iniziative proposte, penso ad esempio anche alla possibilità data ai tesserati di acquistare 4 biglietti per le partite casalinghe fornendo le fotocopie dei documenti di identità delle persone interessate o alla vendita del carnet di biglietti, devono essere tradotte dalle singole società in qualcosa di vendibile e gestibile anche dal punto di vista del sistema e della biglietteria. Ricordo che in Italia non tutte le società usufruiscono di un sistema come Lottomatica e magari altri sistemi di biglietteria non sono ancora pronti a recepire questo tipo di iniziative: per esempio bisogna essere in regola con la Questura online e non tutti lo sono. Andare a sindacare in casa d’altri è sempre un esercizio pericoloso e chiaramente non vogliamo farlo. Ci atteniamo alle loro decisioni. Nello specifico è un’iniziativa che potrebbe tranquillamente essere gestita: si vede quel che succede e ci si regola di conseguenza. Credo però che l’Osservatorio tornerà sulla questione, magari puntualizzando un po’ meglio. Non conosco le motivazioni che hanno spinto l’Atalanta a questa decisione, ma ovviamente le rispettiamo".

Come A.S. Roma contate di attivarvi anche per sensibilizzare le altre società?
"Noi non ci siamo mai persi d’animo e lo dimostra già il tipo di atteggiamento avuto all’inizio dell’anno: la nostra principale iniziativa (il carnet di biglietti ndr) è stata bocciata sin dall’inizio e noi abbiamo comunque adottato tutta una serie di iniziative per agevolare i tifosi. Chiaramente noi siamo la Roma e ci occupiamo dei nostri tifosi, però siamo assolutamente pronti e a disposizione: io sto avendo contatti con altre società che mi chiedono consigli su come adottare determinate iniziative e sono totalmente a disposizione per dare consigli a chi li volesse. Se vogliamo progredire dobbiamo varare provvedimenti e iniziative che  vadano in questa direzione, sennò è chiaro che il movimento ne perde. Questo è un discorso generale e non solamente inerente alla A.S. Roma. Speriamo che il discorso venga recepito a 360 gradi".