Scacco Matto - Sassuolo-Roma 0-2

 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 8477 volte
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
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Scacco Matto - Sassuolo-Roma 0-2

Seconda vittoria consecutiva per la Roma, che dopo il Frosinone batte a domicilio il Sassuolo.

LE SCELTE - Con Dzeko indisponibile e Totti acciaccato, Spalletti butta subito nella mischia il neoarrivo Diego Perotti, in posizione di falso nueve tra Mohamed Salah e Stephan El Shaarawy. Antonio Rüdiger, dopo la buona prova da laterale destro, torna al centro della difesa a causa della squalifica di Kostas Manolas; sul fianco al suo posto gioca Maicon, con i restanti uomini confermati rispetto alla partita contro il Frosinone. Nel Sassuolo, Di Francesco risolve a favore di Trotta e Magnanelli i ballottaggi con Falcinelli e Pellegrini, nel suo classico 4-3-3 con Domenico Berardi e Nicola Sansone esterni a piede invertito.

LA PARTITA - L’interrogativo ormai consueto, e che ci si porterà avanti per parecchio tempo, è quello sulla disposizione della difesa. La fluidità del modulo di Spalletti, però, non impedisce di avere abbastanza chiaro il quadro della situazione: la differenza la fa la posizione di Maicon, chiamato a scendere molto più del compagno di merende Zukanovic, trasformando spesso e volentieri la terza linea in un blocco a tre. La novità, rispetto alle gare precedenti, è in attacco, dove non agisce un terminale come Edin Dzeko ma Perotti, che lavora di fatto da trequartista, andandosi a prendere il pallone anche prima della metà campo per smistarlo. Ne consegue che i suoi compagni d’attacco stringano formando praticamente un reparto a due e non è un caso che la rete dell’1-0 di Salah arrivi proprio su una giocata centrale dell’egiziano, servito da una giocata verticale di Pjanic. Grazie al numero 8 e al numero 15 il palleggio è fluido, pur inizialmente non ostacolato dal Sassuolo che rinuncia a pressare per disporsi con un blocco basso a linee strette, ed è buono il lavoro di marcature preventive dei difensori che impedisce, o quantomeno rallenta, il ribaltamento di fronte sulle palle perse. Le sortite offensive dei padroni di casa vertono principalmente sui due out, specialmente quello sinistro dove nella Roma agiscono tre giocatori poco propensi al lavoro difensivo come Salah, Pjanic e Maicon, ma nel primo tempo le azioni della squadra di Di Francesco nascono più che altro da giocate individuali. Nella ripresa la Roma inizia con il 4-3-3 e punta più sulle transizioni, con un Sassuolo più alto in campo e pronto a pressare, cercando di sfruttare il lato di Maicon.

I CAMBI - Il primo cambio, a dire il vero, avviene alla fine del primo tempo, con Norbert Gyömber che prende il posto dell’infortunato De Rossi, posizionandosi però sulla fascia sinistra, a piede invertito. Un problema fisico blocca anche Pjanic, che viene sostituito da William Vainqueur. È un cambio importante: molti dei giocatori  (Maicon, Keita, El Shaarawy su tutti) sono già in debito d’ossigeno e l’uscita del bosniaco riduce ulteriormente il fosforo a disposizione dei giallorossi, che finiscono inevitabilmente per essere schiacciati e accerchiati sui due esterni, da dove arrivano la maggior parte dei pericoli. Di Francesco opera due cambi in consecuzione: prima cambia Trotta con Falcinelli, poi alza la qualità del palleggio inserendo Pellegrini per Biondini. Conservativa anche la terza sostituzione di Spalletti, che richiama Maicon e mette dentro Emerson Palmieri, che va a sinistra della linea difensiva con Gyömber dall’altra parte e Rüdiger e Zukanovic al centro. Con l’ingresso di Politano per Duncan il Sassuolo passa al 4-2-4 e conquista il calcio di rigore che poteva regalare un punto, ma che Berardi sbaglia chiudendo di fatto il match in favore dei giallorossi, che mettono la ciliegina col raddoppio firmato El Shaarawy.

LA CHIAVE - Impossibile non parlare di un po’ di fortuna come elemento molto importante nel raggiungimento dei tre punti, comunque costruiti nel primo tempo in cui i giallorossi hanno mostrato di sapere esattamente cosa fare, non con una prestazione perfetta ma con precisione e velocità nel palleggio, nell’occupazione della metà campo avversaria e nella ricerca della verticalità necessaria ad avvicinarsi alla porta avversaria. La scarsa precisione e l’utilizzo contemporaneo di troppi giocatori senza i 90 minuti nelle gambe, oltre ovviamente alla volontà del Sassuolo di riprendere la partita, hanno portato a un secondo tempo di sofferenza, in cui però i giocatori non hanno ancora una volta perso la maniglia riuscendo a portare la barca in porto col vessillo.