Porto-Roma 3-1 dts - Scacco Matto - La paura che blocca la squadra, Perotti-Militao e Corona-Karsdorp i duelli chiave del match

07.03.2019 21:20 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Alessandro Carducci
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Porto-Roma 3-1 dts -  Scacco Matto - La paura che blocca la squadra, Perotti-Militao e Corona-Karsdorp i duelli chiave del match

La Roma viene eliminata dalla Champions a causa della sconfitta per 3-1 in casa del Porto, subìta nei supplementari.

LE SCELTE - Eusebio Di Francesco sorprende tutti e, dopo aver fatto intendere di voler giocare con il 4-3-3, schiera la difesa a tre con Manolas,  Jesus e Marcano. Karsdorp e Kolarov agiscono ai lati del centrocampo a quattro, con De Rossi e Nzonzi con il compito di alzare una diga. In avanti, Zaniolo e Perotti devono agire a supporto di Edin Dzeko.
Qualche sorpresa anche per Sergio Conceição. Il tecnico portoghese tiene fuori Brahimi e posiziona Otavio a destra e Corona a sinistra. Danilo ed Herrera devono dare quantità e qualità al centrocampo lusitano. In difesa, Militao torna a occupare la fascia destra con Felipe e Pepe centrali e Telles a sinistra. In avanti, rispetto all'andata il Porto ritrova Marega, che fa coppia con Soares.

 

 

 

L'INIZIO - La gara inizia su ritmi molto alti. Il Porto cerca di aggredire la Roma, che in fase di non possesso si schiera con un prudente 5-4-1, con Dzeko unica punta e Perotti pronto a ripartire velocemente e ad attivare proprio l'inserimento nello spazio del bosniaco.
I giallorossi preferiscono rimanere molto bassi, forse anche impauriti, e nelle poche occasioni in cui salgono per pressare si allungano molto.
Il Porto gioca con Otavio e Corona sulle fasce ma entrambi preferiscono giocare nel corridoio, cercando inserirsi tra le linee per disordinare le linee della Roma.

GOL - Il Porto passa in vantaggio sulla pressione dura, ma regolare, di Marega su Manolas. La Roma è brava a non disunirsi e reagisce subito. 
L'uomo chiave è Perotti, che Militao fatica a tenere e, poco dopo la mezz'ora, lo butta giù in area di rigore. De Rossi fa così uno a uno e viene ristabilita la parità numerica.

KO - A fine primo tempo il centrocampista di Ostia sente dolore al polpaccio e deve alzare bandiera bianca. Entra così Pellegrini, con la Roma che non cambia disposizione tattica. 
La ripresa inizia in modo simile a come era iniziata la partita. Il Porto pressa e Corona sfonda facilmente dalla parte di Kardosp ed è proprio l'esterno del Porto a calibrare il cross per Marega, che brucia tutti e beffa Olsen.
L'olandese è in evidente difficoltà e Di Francesco lo toglie dal campo per inserire Florenzi.
Conceição risponde qualche minuto dopo inserendo l'escluso di lusso, Brahimi. 
Marcano ha i crampi e Di Francesco è costretto il terzo cambio, mettendo Cristante e passando al 4-2-3-1 con Pellegrini trequartista.
Subito dopo, esce Soares ed entra Fernando. Con il nuovo/vecchio modulo, i giallorossi sembrano trovare più fluidità, complice anche un Porto sempre più stanco.

SUPPLEMENTARI - Le squadre sono stremate. Nel Porto, esce Otavio ed entra Hernani mentre Schick prende il posto di Pellegrini, anche lui infortunato. L'ex Samp va sulla fascia destra, permettendo così a Zaniolo di rifiatare mettendosi al centro, senza dover coprire tutta la fascia.
Perotti, nonostante i pochi minuti nelle gambe, fa soffrire Militao che, quasi alla fine del primo tempo supplementare, lascia il campo a Maxi Pereira.
Dzeko è bravo e intelligente a crearsi gli spazi in ogni zona del campo, cercando di non dare punti di riferimento. Spesso, è costretto a sgomitare da solo contro la difesa lusitana e lo spreco di energie lo fa arrivare poco lucido sotto rete.
Il VAR fa il resto ma rimane l'amaro in bocca pensando che, probabilmente, se la Roma avesse deciso di giocarsela fin da subito avrebbe potuto mettere in seria difficoltà una squadra, il Porto, con gravi lacune difensive.