Scacco Matto - Torino-Roma 3-1, i giallorossi spingono, i granata colpiscono

 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 6574 volte
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
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Scacco Matto - Torino-Roma 3-1, i giallorossi spingono, i granata colpiscono

Cade ancora la Roma fuori casa: il Torino vince 3-1 nel lunch match della sesta giornata di Serie A.

LE SCELTE - Terza conferma consecutiva per il blocco difensivo, composto da Alessandro Florenzi, Kostas Manōlas, Federico Fazio e Bruno Peres. A centrocampo Daniele De Rossi (squalificato in Europa League) si posizione accanto a Kevin Strootman, con Radja Nainggolan in posizione di incursore. Mohamed Salah e Diego Perotti sono gli esterni, Edin Džeko il centravanti, con Francesco Totti che torna in panchina dopo aver disputato 90 minuti contro il Crotone: per Spalletti, dunque, lo stesso undici protagonista della sfida del Franchi contro la Fiorentina. Nel Torino, con l’assenza di Adem Ljajić, il tridente è composto da Lucas Boyé, Andrea Belotti e Iago Falque

LA PARTITA - La gara si contraddistingue subito per i ritmi molto alti. Le disposizioni delle due squadre favoriscono infatti una serie di duelli a centrocampo - Nainggolan alto contro Valdifiori basso, De Rossi e Strootman contro Benassi e Obi - che spingono le operazioni sul piano della verticalità. Il gol segnato dopo appena otto minuti da Belotti denota scarsa intensità dentro l’area di rigore della Roma, visto che il gallo approfitta di un controtraversone giocato dalla squadra di casa dopo un pericolo già corso da Szczęsny e di una marcatura praticamente assente da parte di Federico Fazio, che prima permette al 9 di girarsi e servire Iago Falque, poi gli lascia spazio per colpire indisturbato di testa. Come contro la Fiorentina, manca precisione negli ultimi metri, ma nonostante lo svantaggio la Roma fa sentire la sua presenza in campo, soprattutto sul settore di destra dove Florenzi e Salah lavorano molto bene insieme, sfruttando l’iniziale malposizionamento di Antonio Barreca, spesso preso alle spalle, e le difficoltà di Leandro Castán nell’uno contro uno. L’altra opzione è la ricerca di Džeko, bravo a lottare con Rossettini e associarsi poi ai compagni, meno nel finalizzare con tre opportunità più o meno chiare non messe a segno. A sinistra, invece Diego Perotti è ben guardato da De Silvestri, aiutato dal sempre diligente Iago Falque, e non riesce a incidere, anche perché con Bruno Peres terzino a piede invertito non si riesce a creare un’ampiezza da sfruttare e la strada, da quel lato, resta piena di ostacoli.

I CAMBI - Spalletti non aspetta, e all’intervallo lascia nello spogliatoio De Rossi, mettendo in campo Francesco Totti. Il 4-2-3-1 si trasforma in un 4-2-4, ma il Capitano non aggiunge praticamente nulla e anziché schiacciare il Torino nella propria trequarti campo, la Roma riduce la sua pericolosità offensiva, risultando più nervosa e imprecisa col passare dei minuti, e si rende ancora più vulnerabile in ripartenza. La squadra si spezza in due e dall’ennesima transizione nasce il fallo da rigore di Bruno Peres su Belotti, che Iago Falque trasforma. Un altro rigore, per fallo su Perotti e trasformato da Totti, rimette la Roma in partita ma solo sul piano del punteggio, perché la gara non cambia e il Torino ne approfitta alla stessa maniera di prima, ancora con Iago Falque che sfrutta la deviazione di Fazio. Al 71’ Spalletti tenta il tutto per tutto, Nainggolan esce, Stephan El Shaarawy entra, Totti si sposta addirittura a centrocampo accanto a Strootman per provare, nelle intenzioni, a catapultare palloni alle punte. L’assetto permane per dieci minuti in cui continua a non cambiare nulla e allora anche il tecnico si arrende, richiamando Perotti e ricomponendo un centrocampo reale con Leandro Paredes accanto a Strootman. Praticamente solo nominali le sostituzioni del Torino: Baselli e Zappacosta in luogo degli infortunati Obi e De Silvestri, Josef Martinez per Iago Falque.

LA CHIAVE - Come contro la Fiorentina, a una presenza materiale nella metà campo avversaria non è corrisposta una qualità adeguata per convertire il tutto in gol. Qualità che è mancata anche dietro, con una serie di errori gratuiti che hanno aperto il match e altri forzati che l’hanno chiuso. Ulteriore aggravante per i giallorossi è la totale incapacità di reinventarsi per rimettere in piedi la situazione.