Scacco Matto - Juventus-Roma 1-0

 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 6521 volte
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Scacco Matto - Juventus-Roma 1-0

Per il big match dello Juventus Stadium, Spalletti sfodera la difesa a tre: Manolas, De Rossi e Rüdiger compongono il pacchetto, con Pjanic e Nainggolan riproposti ancora come regista e come incursore. Al fianco del bosniaco c’è Vainqueur, Florenzi e Digne sono gli esterni, Salah la seconda punta. Nella Juventus Allegri sceglie il classico 3-5-2, con Dybala e Mandzukic di punta.

Già dai primi minuti di gioco viene messa in luce una chiara debolezza del sistema della Roma: schierato in mediana insieme a William Vainqueur, Miralem Pjanic fatica tantissimo a coprire lo spazio tra le due linee della Juventus. Chi ne può approfittare è Paulo Dybala, che si abbassa per ricevere palla senza mai avere l’opposizione in uscita dei centrali della Roma, creando potenziali azioni offensive in ogni occasione in cui riesce a giocare la sfera. Logica vorrebbe in quella posizione un mastino come Radja Nainggolan: il belga gioca invece alle spalle di Dzeko, al fianco di Salah, e ha il compito di marcare Marchisio per impedirgli di impostare l’azione. La mossa, trascurando per un attimo il discorso legato a Pjanic, avrebbe anche utilità, non fosse che ai bianconeri viene comunque lasciata la libertà di impostare con i propri difensori laterali, rendendo di fatto vano l’accorgimento adottato da Spalletti. I giallorossi sono così costretti ad aspettare la Juventus ma non hanno sufficiente esplosività per agire in transizione, finendo per dover affrontare la Juventus a difesa schierata anche nei rari momenti di riconquista del pallone. È il prezzo altissimo da pagare per un atteggiamento accorto, che al di là di quanto già descritto non vede grosse sbavature, con De Rossi abile nel calamitare gran parte dei traversoni da posizione laterale.

Il secondo tempo vede un paio di variazioni: la marcatura su Marchisio viene allentata, Rüdiger esce più spesso sul possesso sulla trequarti dei bianconeri, ma il canovaccio della partita resta lo stesso. Allegri sbilancia leggermente i suoi sostituendo Lichtsteiner con Cuadrado, Spalletti spende il suo primo cambio inserendo Keita per Vainqueur. Il ritmo continua a non alzarsi e Szczesny corre un pericolo solamente su un’azione estemporanea provocata da Pogba. A condannare i giallorossi è un errore di Florenzi, che perde palla nell’uno contro uno con Evra senza copertura alle sue spalle e avvia la transizione conclusa dal diagonale di Dybala. Dopo il gol, Spalletti risistema i suoi con uno strano 4-2-3-1 con Nainggolan a sinistra e rinuncia, di fatto, alle sostituzioni: entra Sadiq per Salah quando la lancetta sta per compiere l’ultimo giro prima del recupero e Torosidis a tempo aggiuntivo ormai scaduto.

La coperta della Roma è ancora corta, i giallorossi contro la Juventus hanno pensato principalmente a difendersi, non evidenziando alcun tipo di soluzione da adottare alla riconquista del pallone, con un Edin Dzeko ancora una volta solo contro tutti e un Salah evanescente, incapace di fare raccordo. Nonostante il poco tempo trascorso a Trigoria, anche Spalletti non è esente da responsabilità: specie contro un avversario simile, forse è il caso di proporre uno schieramento più ortodosso e opporre un calciatore fisicamente non prestante come Pjanic contro il centrocampo e l’attacco della Juventus probabilmente non è stata una mossa vincente. La sconfitta arriva a causa di un errore - paradossale subire gol in transizione dopo una partita simile - ma nulla è stato fatto per provocare un errore che potesse far vincere la partita alla Roma.