Scacco Matto - Benevento-Roma 2-1, la gara degli osservati speciali

07.09.2018 17:15 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 8997 volte
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Scacco Matto - Benevento-Roma 2-1, la gara degli osservati speciali

La Roma esce sconfitta per 2-1 dal Ciro Vigorito di Benevento, in una partita che doveva dare risposte sia sul piano del collettivo - pur con tanti titolari fuori con le loro nazionali - che su quello individuale, con alcuni elementi sotto particolare osservazione.

KARSDORP - L’olandese è stato riportato nella linea a quattro dopo il non esaltante esperimento del pacchetto a 5 contro il Milan. Lo scarso ritmo ha fatto sì che di occasioni per spingere ne abbia avute poche; in compenso, sono venute a galla sue lacune a livello difensivo, specialmente in occasione del gol annullato a Improta nel primo tempo. Sul passaggio verso l’esterno del Benevento, che avviene a palla scoperta, tutti e tre i suoi compagni di difesa sono già protesi col corpo a scappare indietro, mentre l’ex Feyenoord resta fronte alla porta avversaria per salire: errore di concetto e un po’ di teoria da ripassare.

 

 

 

PASTORE E ĆORIĆ - Schierati insieme contro una mediana di livello sensibilmente più basso, i due avrebbero dovuto garantire il controllo del gioco a centrocampo. Così non è stato, con un Benevento che nei primissimi minuti della partita ha anche schiacciato la Roma nella propria trequarti. In particolare, El Flaco ha tentato qualche giocata in verticale, spesso sbagliando, ma si muove - col pallone e senza - ancora a un ritmo troppo blando per risultare efficace. I due poi vengono spostati di posizione nel secondo tempo: il croato fa l’attaccante esterno, l’argentino per qualche minuto anche il falso 9, figura non prevista, per il momento, nel sistema di Di Francesco. Un’occasione sostanzialmente sprecata.

EL SHAARAWY - Il Faraone è quello più abituato, se non altro per anzianità, al sistema di gioco. Per lui, di fatto, una conclusione per tempo, tra cui quella che porta al gol di Bucri dopo la respinta corta di Puggioni: la prima ricevendo nel mezzo spazio e accentrandosi, la seconda andando in profondità. Non sarà una certezza come presenza nella partita, ma la sua - seppur non abbondante - esperienza può essere un punto da cui ripartire.