Scacco Matto - Austria Vienna-Roma 2-4, l'emergenza non ferma il controllo giallorosso

 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 5950 volte
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
Scacco Matto - Austria Vienna-Roma 2-4, l'emergenza non ferma il controllo giallorosso

Vittoria importante per la Roma in chiave passaggio del turno in Europa League il 4-2 sul campo dell’Austria Vienna, che proietta i giallorossi in testa al girone.

LE SCELTE - Le assenze rendono obbligatorio gran parte dello schieramento scelto da Luciano Spalletti. I difensori, davanti ad Alisson, sono Bruno Peres, Antonio Rüdiger, Daniele De Rossi e Juan Jesus. Leandro Paredes e Kevin Strootman formano la cerniera di centrocampo, mentre davanti ci sono Diego Perotti, Radja Nainggolan, Stephan El Shaarawy ed Edin Džeko, ufficialmente disposti in un 4-2-3-1 col Monito posizionato a destra. Nell’Austria Vienna, confermato in blocco l’undici dell’ultimo turno di campionato, con Felipe Pires, Alesander Grünwald e Lucas Venuto alle spalle di Olarenwaju Kayode.

LA PARTITA - I primi scampoli di gara confermano lo schieramento dell’immediata vigilia, con Perotti più libero di svariare partendo da destra rispetto a El Shaarawy, più limitato sul suo lato di competenza. I due gol di Kayode e Džeko mettono immediatamente in risalto la debolezza delle fasce sinistre difensive di entrambe le squadre, dove Jesus e Christoph Martschinko non vengono quasi mai aiutati (il brasiliano avrà assistenza da Strootman solo più avanti nel corso del primo tempo). Il terzino dell’Austria Vienna è poi protagonista negativo del secondo gol giallorosso (come lo era stato Alisson in occasione del vantaggio dei padroni di casa) siglato da De Rossi sugli sviluppi di un angolo, con un pasticcio con Osman Hadzkic che di fatto regala al romanista il pallone del sorpasso. La virtù della squadra di Spalletti è la qualità nel possesso palla, sviluppato con relativa calma nella metà campo opposta alla ricerca dello sfogo di destra con le discese di Bruno Peres, il vizio sta nel non posizionarsi correttamente in previsione delle velocissime ripartenze dai vari Pires, Venuto e Kayode, tutti e tre velocissimi. Finiscono presto ammoniti sia De Rossi che Rüdiger e in un momento successivo anche Strootman (più Paredes diffidato), praticamente tutto il settore centrale.

Nel secondo tempo l’Austria Vienna prova a smuovere la situazione con due armi: l’interscambio tra i tre giocatori alle spalle di Kayode e una serie di piccole, continue provocazioni anche fisiche, con falli e spinte alla ricerca di un errore o di un cartellino. Niente da fare per i viola, che devono invece fronteggiare la variazione della Roma, che comincia a cercare con più insistenza la palla alle spalle della difesa avversaria, con i non velocissimi Lukas Rotpuller e Petar Filipovic che capitolano al terzo tentativo, finalizzato da Džeko.

I CAMBI - Fink getta nella mischia Kevin Friesenbichler al posto di Kayode, rimanendo con l’assetto di inizio gara; Spalletti invece richiama El Shaarawy inserendo Gerson, che si posiziona nella piazzola di Nainggolan, col belga che va a destra ed El Shaarawy a sinistra. Proprio il numero 4 chiude la partita finalizzando una ribattuta della difesa avversaria. Le ultime sostituzioni servono di fatto a far risparmiare minuti ai compagni: Juan Manuel Iturbe prende il posto di Perotti, Dominik Prokop rileva Tarkan Serbest, Ismael Tajouri entra per Venuto; nel finale una disattenzione porta al gol del 2-4 di Grünwald.

LA CHIAVE - La Roma torna con i tre punti dall’Austria grazie alla qualità del suo palleggio e alla capacità di far fronte alle capacità avversarie, il tutto in una situazione di ampia emergenza in difesa. Indubbio merito che si contrappone ad altri due gol subiti, cinque da una squadra certamente non tecnicamente straordinaria come quella viennese.