Scacco Matto - Atalanta-Roma 2-1, la partita sfugge di mano, vani i tentativi di riprendersela

 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 5098 volte
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
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Scacco Matto - Atalanta-Roma 2-1, la partita sfugge di mano, vani i tentativi di riprendersela

Rimonta vincente per l’Atalanta, che a Bergamo batte la Roma per 2-1.

LE SCELTE - Confermatissimo l’assetto a tre e mezzo per Luciano Spalletti: i tre difensori centrali sono Kostantinos Manōlas, Federico Fazio e Antonio Rüdiger, con Bruno Peres più in alto a destra. Daniele De Rossi e Kevin Strootman formano la cerniera centrale, mentre Mohamed Salah, Radja Nainggolan e Diego Perotti sono i tre trequartisti alle spalle di Edin Džeko. Gasperini sceglie invece un 3-4-3, con Jasmin Kurtić, Andrea Petagna e Alejandro Gomez davanti.

LA PARTITA - È chiaro fin dai primi minuti come siano i nerazzurri a voler dare la maggiore impronta tattica al match. Sono subito evidenti le classiche marcature individuali impostate da Gasperini, decisamente ferree nella loro applicazione.  Basti pensare a quella di Rafael Toloi su Radja Nainggolan: il belga è solito svariare per una amplissima porzione di campo, portando il suo diretto avversario a muoversi anche nella metà campo della Roma. In questi casi, i due esterni di centrocampo nerazzurri, Spinazzola ed Ervin Zukanović, stringono la loro posizione formando un momentaneo blocco a quattro, prima della ricomposizione del blocco originale. I centrali difensivi, in generale, iniziano aggredendo gli attaccanti avversari molto alti sul campo, fungendo da propulsori di un atteggiamento molto aggressivo che riduce i tempi e di conseguenza la precisione delle giocate e costringe tutti, anche Edin Džeko, a un lavoro supplementare di lotta in mezzo al campo. Il bosniaco fatica a essere dunque il finalizzatore della manovra, ma deve adattarsi a fungere da uno dei punti da unire per risalire il campo e creare qualcosa davanti. L’ampiezza è fornita da Bruno Peres e Perotti, la profondità da Mohamed Salah: l’egiziano cerca di rendersi pericoloso nella zona tra Andrea Masiello e Zukanović, arrivando alla conclusione due volte su inviti verticali di Radja Nainggolan e provocando la respinta corta del bosniaco, raccolta da Kevin Strootman che avvia l’azione culminata col calcio di rigore trasformato da Diego Perotti, che manda al riposo le squadre con la Roma in vantaggio.

I CAMBI - Nella ripresa, Gasperini cambia posizioni a Petagna e Gomez, col secondo che si sposta sul lato più debole difensivamente della Roma, dopo essersela vista con Rüdiger per tutto il primo tempo. Poi arriva la prima sostituzione: Marco D’Alessandro sostituisce Andrea Masiello e si posiziona a sinistra a centrocampo, con Zukanović che scala nei tre di difesa e Kurtić che si sposta a destra. È poi lo stesso sloveno a uscire per lasciare spazio a Remo Freuler, mentre Salah lascia spazio a Stephan El Shaarawy, che resta sulla fascia destra. Dall’altra parte, dove si è spostato Franck Kessié però arriva il gol un po’ casuale di Mattia Caldara, che cambia l’inerzia della partita, con i padroni di casa che accelerano. La prima variazione di Spalletti è l'inversione la posizione dei due terzini per opporre nuovamente Rüdiger a Gomez (ora aiutato anche da D’Alessandro), ma l’Atalanta viaggia al doppio della velocità e recupera ripetutamente il pallone, costringendo la Roma nella sua trequarti per almeno dieci minuti. Serve palleggio e Spalletti lo cerca nell’ingresso di Leandro Paredes, che però prende il posto di Diego Perotti: a sinistra va El Shaarawy, a destra Radja Nainggolan. Anche questa mossa non risolve i problemi di scarsa intensità, soprattutto in area di rigore dove l’Atalanta riesce a combinare di forza e colpisce un palo con Freuler. Con l’ultimo cambio, Spalletti rischia: rinuncia alla presenza di Nainggolan per inserire Juan Manuel Iturbe, alla ricerca della profondità persa con i precedenti. Altra sostituzione inutile e un cambio precedente diventa dannoso: Paredes stende Gomez in una zona cieca dell’area di rigore, regalando di fatto il penalty che Kessié trasforma consegnando il successo ai suoi.

LA CHIAVE - Dopo aver trovato il disinnesco giusto nel primo tempo, Spalletti ha subìto le mosse di Gasperini e non ha trovato antidoto alla ritrovata aggressività degli orobici, di fatto la sola squadra in campo nel secondo tempo, arrovellandosi anche in sostituzioni contraddittorie con l'andamento della gara e che hanno minato gli equilibri giallorossi.