Roma-Bologna 2-1 - Scacco Matto - Roma scarica dopo le fatiche europee, la mossa di Di Francesco cambia la partita

19.02.2019 22:20 di Alessandro Carducci Twitter:   articolo letto 7535 volte
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Roma-Bologna 2-1 - Scacco Matto - Roma scarica dopo le fatiche europee, la mossa di Di Francesco cambia la partita

La Roma vince soffrendo contro il Bologna (2-1) ma conquista 3 punti importantissimi per la corsa Champions.

LE SCELTE - Di Francesco conferma il 4-3-3 e butta nella mischia ancora il giovane Zaniolo nel ruolo di esterno alto a destra, vista l'ottima prova contro il Porto e l'assenza di Ünder. Dall'altra parte gioca Kluivert, che ha il compito di mettere in difficoltà Mbaye con la sua rapidità. 
A centrocampo, Nzonzi dà il cambio a De Rossi con Cristante e Pellegrini ai lati. 
Nessuna novità in difesa, con Florenzi al posto dell'infortunato Karsdorp.
Bologna in campo, invece, con il 4-2-3-1: con Palacio e Orsolini out, sono Edera e Sansone ad agire a supporto di Santander. Pulgar e Poli hanno il compito di fare da filtro e di dare qualità alla manovra, con Soriano che gioca vicino a Santander ma viene anche incontro alla palla, per dare più soluzioni per la costruzione della manovra.
 

 

 

 

TANTO FUMO E NIENTE ARROSTO - Nelle prime fasi il Bologna prova a essere aggressivo, così come chiede il suo allenatore, ma ben presto la Roma alza il baricentro e si porta stabilmente nella metà campo avversaria. Sulla rimessa dal fondo di Skorupski, Dzeko si posiziona tra i due centrali del Bologna, Zaniolo e Kluivert vanno ad assorbire un eventuale scarico sui terzini mentre Pellegrini segue come un ombra Pulgar.
I giallorossi però esauriscono presto la propria spinta: manca il movimento senza palla e i giocatori faticano a trovare dei compagni cui scaricare il pallone. Kluivert viene bene incontro al pallone per triangolare ma si perde negli ultimi metri e manca di concretezza. 
Pellegrini si fa notare più per i palloni intercettati che per i passaggi smarcanti e Dzeko è impreciso.
Il Bologna si affida soprattutto ai lanci per Santander, che regge da solo il reparto offensivo e Soriano ne trae giovamento, inserendosi con qualità ma difettando nella conclusione. 
Il Bologna sfrutta alcune distrazioni individuali della Roma per arrivare davanti a Olsen ma, come al solito, manca di cinismo sotto porta.

LA MOSSA - Nella ripresa, Di Francesco prova a cambiare qualcosa: fuori Cristante, dentro El Shaarawy. I giallorossi cambiano anche sistema di gioco, con il ritorno al 4-2-3-1 e Zaniolo trequartista. La mossa dà subito i suoi frutti perché Dzeko, lasciato solo nel primo tempo, dialoga subito con il Faraone e ne scaturisce il rigore che Kolarov realizza con una freddezza ed efficienza asburgica. 
Dopo 20 minuti, entra Svanberg per uno spento Edera e i felsinei si posizionano con il 4-3-3. Il neo entrato parte largo a destra mentre Soriano e Poli agiscono ai lati di Pulgar.
Di Francesco risponde togliendo dal campo un fumoso Kluivert per Daniele De Rossi. Sorprende che non sia Zaniolo ad allargarsi a destra ma Pellegrini, con l'ex Primavera dell'Inter che rimane vicino a Dzeko. La Roma si abbassa e perde ogni velleità offensiva, così Mihajlovic si gioca anche la carta Dzemaili al posto di Poli e la mossa della disperazione, con Falcinelli al posto di un Pulgar molto impreciso. Gli ospiti passano così a un arrembante 4-1-3-2, con il solo Dzemaili davanti alla difesa e il trio Sansone, Soriano e Svanberg dietro alla coppia Santander-Falcinelli.
La Roma si abbassa così tanto che, alla fine, il gol del Bologna arriva con Sansone, bravo a portarsi a spasso la difesa giallorossa e a battere un Olsen fino a quel momento insuperabile.
I capitolini sono poi bravi a mantenere calma, a non perdere lucidità e non offrono altre occasioni al Bologna, controllando la partita e facendo scorrere, con sapienza, i minuti.