Spalletti: "Se arriviamo secondi non si è fallito, però zero titoli. La Roma è un giardino fiorito però ci sono persone che lo vogliono rendere brutto"

 di Marco Rossi Mercanti Twitter:   articolo letto 24844 volte
Spalletti: "Se arriviamo secondi non si è fallito, però zero titoli. La Roma è un giardino fiorito però ci sono persone che lo vogliono rendere brutto"

Spalletti a Premium Sport

"Dopo l'uscita dall'Europa League era difficile reagire, ci mancava questo risultato e la partita ha detto che avevamo una squadra forte, dovevamo riproporre quella prestazione lì, se non avessimo fatto risultato tornavamo nell'anonimato, c'è stata una reazione da uomini, è la prima volta che siamo usciti vincitori in casa con loro. Pallotta? Qua è tutto chiaro, la Roma è una squadra forte e si doveva ritirare fuori le nostre qualità, però poi bisogna andare a fare risultati e vincere le partite per ottenere risultati importanti, dal mio punto di vista è tutto chiaro, poi la società deve fare una valutazione in base ai risultati. Visto quello che è successo, se oggi non si vinceva si era terzi... È una cosa che non ti lascia tranquillo, ma questo dubbio può essere stimolante per tutti, bisogna fare il nostro lavoro. Se arriviamo secondi non si è fallito, però zero titoli. Sì, dico la frase di Mourinho (ride). Futuro? Ci devono essere le carte in regola per tutti, quando ho sentito parlare della società ho sentito dire a tutti le stesse cose, qua ci sono le carte per vincere. Io ho una macchina, se si sbanda è difficile. Le mie parole dei giorni scorsi? Voi non sapete quello che esce, vi dico io quello che dovete valutare e avere un'idea più corretta di quello che succede altrimenti si legge soltanto qualche titolo, è il quotidiano quello che diventa fondamentale. O si parla di calcio o non parlerò più, qua si è passati all'offesa e non verrò più in conferenza stampa se si continua così. Berardi? Gli ho detto che è campione, ci gioco contro ed è un giocatore tignoso ma non deve assomigliare a me. Pallotta? Stasera si va a letto, sono una persona anziana! Si mangia due-tre volte al giorno, c'è domani, dopodomani...".

Spalletti a Sky Sport

“Ho preferito far parlare il presidente, non è che non volessi parlare. La reazione? Non era facile, abbiamo reagito da campioni. Si correva il rischio di non avere niente in mano però poi quello che rimane è tutto. Se la squadra si riorganizza subito si possono ottenere le vittorie necessarie per rigiocare quelle competizioni. La squadra doveva giocare come contro il Lione. Le parole di Pallotta sul contratto? Dipende da tutti, non solo da me. Facciamo le cose regolari. Voi dite tutti allo stesso modo. La Roma deve vincere. Oggi abbiamo rischiato molto. Poi contro il Sassuolo non avevi mai vinto. Se avessi perso sarebbe diventato un periodo negativo. Il mio contratto non conta niente perché le cose passano velocemente. Si vede la gente come ragiona. Se si vince bene. Se i giocatori non vincono devono andare fuori. Perché dico che il mio contratto non conta niente? Io ho rappresentato un riferimento. Voi me ne fate una colpa. Si dice sempre di questa discussione con il mondo giornalistico. Ormai ci sono molti mezzi per mandare messaggi. Io vado in discussione per difendere la Roma. Si fa apparire un mondo diverso da quello che è. La Roma è un giardino fiorito, a volte ci sono persone che lo vogliono rendere brutto l’ambiente che in realtà è bello. In passato avevo ancora 2 anni di contratto con la Roma. Non voglio più arrivare a quel punto. Si fanno le cose di volta in volta. Io devo rispondere di qualche cosa. La Roma quest’anno ha lavorato in modo serio. La Roma lo scorso anno ha fatto quello che l’Inter sta facendo quest’anno. Sembrava però che la Roma non stesse facendo niente. I miei calciatori stasera si sono fatti trovare pronti. Con Dzeko la squadra diventa diversa. Se avessi perso avrei sbagliato la formazione. Loro del Sassuolo sono una squadra veloce. Di Francesco aveva preparato bene la partita. Bravi i miei ragazzi di aver messo a posto la gara. Ci manca ancora il derby però la percentuale è 70% fuori e 30% dentro. Se Di Francesco si è offerto? L’ho letto, la mia non è polemica. Perché mi tocca così tanto? Non sapete quello che succede qui. Strootman ha detto che il secondo posto è come una vittoria? Strootman è stato un gigante. Perché la Roma non ha passato il turno con il Lione? Perché abbiamo abbassato un po’ il livello e siamo stati un po’ sfortunati. Loro hanno fatto 2-3 tiri ma noi abbiamo preso pali e traverse. Il Barcellona ha vinto 6-1 contro il PSG con 21 tiri, noi ne abbiamo fatti 25”.  

Spalletti alla Rai

"Il nostro Presidente viene in Italia due volte l'anno, è giusto che parli in televisione. In conferenza sarei andato comunque, non è vero che ero in silenzio stampa perché ce l'ho coi giornalisti. Pallotta è contento per il risultato e per la prova della Roma, era una gara pericolosa. Come giudico la partita di stasera? Abbiamo ottenuto una bella vittoria stasera. Purtroppo siamo usciti dall'Europa League, ma la qualità del gioco è stata la stessa. I miei giocatori non sono stanchi, ci tengo a ripeterlo. No, anche se quando si perde a posteriori è facile dire che avremmo cambiato. Abbiamo buttato via due-tre risultati fondamentali. Ci rimane ancora tutto però, perché la squadra ha dimostrato di essere forte. La Roma lotta ancora per lo Scudetto? Credo sia difficile, ma dobbiamo continuare a vincere. Siamo secondi, prima del Napoli, e questo dimostra la nostra crescita se ricordiamo dov'eravamo lo scorso anno".

Spalletti in conferenza stampa (a cura dell’inviato all’Olimpico Gabriele Chiocchio)

“Quelli che dicono di essere determinati per la Roma, i giocatori forti, se dopo 10 anni non si vince niente, bisogna cambiare anche quelli, bisogna pensare alla realtà. Da quando sono arrivato qui mi avete detto sempre le stesse cose. Se mi dite che bisogna vincere, io vi dico è vero. Non cambia niente, se si perdeva oggi cambia tutto quello che è il modo di vedere le cose, è cambiato 10 anni fa. Non capisco questa precisazione. È un discorso normale, se continui a fare le stesse cose che hai sempre fatto, ottieni gli stessi risultati. Se continui a dire e fare le stesse cose e portare avanti le stesse guerre, realizzi le stesse cose. Piacciono? No, allora bisogna cambiare qualcosa. Sconfitta arrivare secondi? Sono tutti punti di riferimento per Spalletti, i giocatori e la Roma, abbiamo bisogno di essere costantemente in Europa, potevamo passare il turno e non l’abbiamo fatto. È vero quello che lei dice tentando di farci dei complimenti, quando l’anno scorso abbiamo iniziato questo lavoro o questa possibilità di ricreare presupposti, il Napoli era molto avanti. Se dopo un anno siamo insieme a loro è segno che abbiamo riguadagnato quel margine e che i giocatori sono forti. C’era da riproporlo perché nella partita dell’altra sera hanno posto l’asticella alta. E bisognava riproporre le stesse giocate, la stessa intensità. Abbiamo avuto difficoltà enormi nel primo tempo, i tre attaccanti ribaltavano l’azione in sessanta metri, sotto 1-0 pensavo di aver fatto la cosa giusta nel mettere una squadra di corsa. Ho scelto Strootman, Nainggolan sperando che potessero ridare il loro contributo. Strootman è un gigante, ma aveva il ginocchio indolenzito, davanti ho messo corsa perché c’era da correre, Edin col Lione aveva finito la benzina, lui può cambiare se la partita prende la piega sbagliata, con la sola velocità a volte bisogna trovarsi la palla e fare qualcosa dal punto di vista fisico. Stasera c’era da fare la prestazione e l’hanno fatta. Il pubblico ha ripartecipato, nel finale hanno fatto grandi cose, l’hanno chiusi tutti, potevano rifare anche gol. Ma se perdi la partita oggi? Invece di 1-2 partite diventa un periodo, e se diventa un periodo sei rinfognato nella Roma che ha questi sbalzi di risultati e prestazioni. Per cui si va avanti e si vede dove saremo. A volte ci si fissa, c’è gente che stappa se mi levo dai coglioni. Si parla sempre di rimanere. Parliamo della squadra, dei risultati. I dirigenti della Roma hanno scelto tutti allenatori buoni, anche chi è rimasto poco tipo Montella. Non ci sono problemi, si va alla prossima. Stanco dell’ambiente romano? Qual era la domanda? C’è sempre una natura. Come mai ho accettato di tornare alla Roma? Per difendere la Roma dagli attacchi che gli si fanno. Perché mi dispiaceva vederla li, ho due figli romanisti. Eravamo finiti in cattive acque, si può dire? In una normalità in cui la Roma non deve stare. Poi si parla. E si va avanti, prendo posizioni anche se non stanno bene, la guardo dalle pieghe che ha in fronte. Però probabilmente non gli stanno bene. Ho detto sempre cose di difesa, non ho mai detto cose d’attacco. Ho sempre cercato di difendere la Roma. Da questo momento io non rispondo più. Potete scrivere quello che vi pare, bomba antiecologica che vuol dire? Vuol dire che puzzo? È vero, un po’ puzzo. Ma non me l’ha mai detto nessuno. Se per lei è normale… l’ODG poi mi fa le note. Querelare? Perché risponde così? Io a lei ho mai detto qualcosa? In questo caso prende difese dei suoi colleghi. Se chiedo spiegazioni lei si ritira. Per me diventava anche un po’ un divertimento, i topi, i prestigiatori di parole. Chiunque mi chiede una cosa sul personale può scrivere quello che vuole, mi hanno detto che nella libertà di stampa, dell’antibavaglio, c’è la libertà di poter dire quello che vuole. Io non denuncio nessuno. Se vedo che si parla sempre di queste cose, se non si parla di calcio io non vengo più in conferenza stampa. Va bene?”.

Spalletti a Roma TV

“La partita? Il match era pericoloso. Lo storico dice che contro il Sassuolo non avevamo mai vinto. Dovevamo reagire alla sconfitta contro il Lione. Il Sassuolo mi ha impressionato nella prima mezz’ora. Avevo timore. Con il passare dei minuti abbiamo preso possesso della metà campo. Con Edin ci siamo alzati di trenta metri. Merito dei calciatori. Il tridente leggero? C’era da correre. Dovevamo anche valutare anche i singoli. Dzeko aveva finito contro il Lione un po’ in difficoltà. Magari poi ne hai bisogno nel prosieguo della partita. C'era poi da tenere il risultato vivo. Pausa nel momento gusto? Abbiamo fatto 18 partita in 70 giorni. Non sono state diluite bene. Per due mesi e mezzo abbiamo giocato ogni 3 giorni e fai fatica a recuperare. Il merito al Sassuolo? Sicuramente, andavano forte. Mi sono passati davanti alla panchina a grande velocità. Sono stati bravi anche nelle chiusure. Hanno un bravo allenatore. È stata una partita difficile. Nainggolan più basso ultimamente? Ora fa il centrocampista. Fa metri per recuperare palla e per fare squadra. Sta facendo più il centrocampista a tutto campo”.