Boston giorno 2: la lunga attesa, la fumata bianca, un giorno che rimarrà nella storia

16.04.2011 08:52 di Alessandro Carducci   vedi letture
Boston giorno 2: la lunga attesa, la fumata bianca, un giorno che rimarrà nella storia

Sono state ore di attesa quelle passate ieri nel palazzo che ospita lo studio legale Bingham. In attesa che arrivasse
finalmente la definitiva fumata bianca
e con il timore dell'ennesimo rinvio, che in realtà è arrivato nella tarda mattinata americana, quando ci hanno comunicato che, rispetto a quanto inizialmente previsto, la firma non sarebbe giunta prima di metà pomeriggio (prima di sera in Italia). Diverse fonti hanno dato ampie rassicurazioni in merito alla buona riuscita dell'operazione, spiegando che si trattava semplicemente di tempi tecnici per la stesura di un contratto di tale importanza e complessità. Tutto giusto però tra i tifosi, scottati da note esperienze precedenti, si è diffuso il timore che qualcosa potesse andare storto proprio all'utimo, anche questa volta. La passione e il trasporto con cui la gente ha seguito la "questione societaria" è difficile da spiegare al resto del mondo, soprattutto qui a Boston dove ancora si stanno chiedendo perché oltre venti cronisti, per di più sportivi, abbiano "vissuto" per 48 ore nei pressi di uno studio legale. Verso metà pomeriggio ecco che le voci di una possibile conferenza stampa acquistano consistenza: "Allora ci siamo - pensiamo tutti - è fatta". Verso le 16 ora locale vengono fatti salire gli operatori televisivi e da tutti questo viene interpretato come un segnale di chiusura imminente dei lavori. Passeranno così altre due ore e mezza di attesa prima che tutti i giornalisti vengano fatti accomodare al tredicesimo piano del grattacielo: "Qui o si fa la Roma o si muore" è stato l'imperativo del giorno per cui, esclusa la seconda possibilità, all'una di notte ora italiana Thomas DiBenedetto e Paolo Fiorentino hanno finalmente messo la parola fine a mesi di trattative, voci, indiscrezioni e rumors vari ed eventuali. Poche ma importanti parole, quelle dell'imprenditore italo americano, da cui ripartire per costruire la Roma del futuro. Senza se, senza ma, e con una certezza. La Roma, Antitrust permettendo (solo una formalità), è passata oggi in mani americane. E' un giorno storico per la storia romanista e per tutto il calcio italiano, della cui importanza ancora non ci siamo resi conto.