La madre di Zaniolo: "Ieri ho pianto mentre mio marito urlava. Spero che vinca il Pallone d'Oro. La patente? Glielo dico da quando ha 18 anni"

19.11.2019 13:11 di Redazione Vocegiallorossa Twitter:    Vedi letture
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La madre di Zaniolo: "Ieri ho pianto mentre mio marito urlava. Spero che vinca il Pallone d'Oro. La patente? Glielo dico da quando ha 18 anni"

Ieri Nicolò Zaniolo ha segnato il suo primo gol in Nazionale, siglando addirittura una doppietta. La madre, Francesca Costa, ha parlato ai microfoni di Rete Sport.

La partita di ieri sera. 
“Ero a casa dai miei genitori, il nonno è il suo primo tifoso e abbiamo visto la partita qui a casa. Non ci abituiamo mai a Nicolò, io che piangevo mentre mio marito urlava”.

La maturazione. 
“Nicolò è maturato molto, a volte forse prende troppi gialli. Non esce mai fa una vita tranquilla e a volte non sembra nemmeno un ventenne”.

I sogni.
“Ha i suoi sogni e per scaramanzia non li dice a nessuno. Io per lui spero che un giorno vinca il Pallone d’Oro, ma per il momento vive alla giornata. Nicolò non ha mai avuto problemi con la Roma, e il baciare la maglia è stato un modo per ringraziare i tifosi. I tatuaggi che ha sono per la sua famiglia e ai suoi affetti. Spero che continui così con la sua umiltà e semplicità”.

I compagni più esperti l’hanno preso sotto la loro ala.
“Sono contenta che continui così, la sua umiltà traspare e lo vedono anche i compagni”.

La patente non l’ha ancora presa.
“Glielo dico da quando ha 18 anni, ha sempre rinviato. Preferirei che avesse la sua indipendenza, non ha tanta voglia di studiare, figuriamoci imparare i segnali… Pensa sia una cosa proibitiva”.

Meglio che pensi solo al calcio…
“Io voglio la sua serenità, se a lui va bene che io lo accompagni sono felice. Se lui è contento e tranquillo io sono felice con lui”.

Sui cori contro di te.
“Io a parte il derby contro la Lazio, non li ho visti personalmente ma me li mandano su Instagram. L’ultima volta è stato il caso del Parma e me l’hanno fatto notare. Non è una questione di sfottò, a quel punto vuoi offendermi perché me li mandi personalmente, non è una cosa legata al calcio. Ci sono tanti ragazzini che mi scrivono cose bruttissime e pesanti. Come se mia figlia scrivesse di tutto al padre di un ragazzo più famoso. Cosa faranno quando saranno grandi se hanno questi esempi da chi canta allo stadio e si sente giustificato a farlo? A me dà fastidio quando mi dicono che voglio mettermi in mostra grazie a mio figlio. Mi dà fastidio che dicono sia una cosa sempre successa, ma altre mamme stavano zitte. Non è giusto che tutto sia giustificato, non è una cosa positiva”.

Ora è più facile raggiungere le persone sui social.
“A me non interessa quello che mi scrivono, rimangono cose fini a se stesse. Non leggo più sul web commenti contro di me o Nicolò, né i positivi né i negativi. Ma arrivano sul mio account”.