Scacco Matto - Viktoria Plzeň-Roma 1-1: non con la qualità, non con l'energia, non col coraggio

 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 7993 volte
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
Scacco Matto - Viktoria Plzeň-Roma 1-1: non con la qualità, non con l'energia, non col coraggio

Non comincia come doveva l’Europa League della Roma: alla Doosan Arena è 1-1 tra Viktoria Plzeň e i giallorossi.

LE SCELTE - Luciano Spalletti opera rotazioni: in difesa Bruno Peres torna a destra con Juan Jesus a sinistra e Kostas Manōlas e Federico Fazio al centro. In mezzo al campo Leandro Paredes si posiziona in cabina da regia, con Radja Nainggolan e la sorpresa Gerson ai fianchi. Davanti, ancora panchina per Džeko, che lascia spazio a Diego Perotti, Stephan El Shaarawy e Juan Manuel Iturbe, che dà un turno di riposo a Mohamed Salah. Il Viktoria Plzeň si schiera con il solito 4-4-2, con Marek  Bakoš e Michale Ďuriš di punta e Zeman a sinistra, al posto di Milan Petržela,

LA PARTITA - Il calcio di rigore provocato da Matějů (fallo su El Shaarawy) e realizzato da Perotti potrebbe indirizzare rapidamente l’inerzia della partita, ma questo non accade e il motivo è preciso: la Roma, squadra che di base va in difficoltà quando non gestisce il pallone, è schierata con una formazione piena di giocatori poco abituati alla fase di non possesso. L’attacco resta troppo staccato dal resto dei compagni, Paredes e Gerson non hanno i tempi dell’aggressione e ci si mettono anche due gravi errori individuali di Jesus, in marcatura, e Alisson, che non va giù in tempo sul colpo di testa di Bakoš, per far sì che il Viktoria Plzeň pareggi quasi immediatamente, grazie a un cross operato da Zeman con fin troppa serenità. Fino alla mezz’ora la gara non cambia: il 4-2-4 in fase offensiva dei padroni di casa permette loro di sfruttare la superiorità numerica sugli esterni generata dal modulo a rombo scelto da Spalletti rende nella misura in cui i giallorossi non riescono a organizzare una riconquista sistematica del pallone. Scoccato il trentesimo minuto, l’offensiva dei cechi cala e la squadra di Spalletti comincia a guidare le operazioni, trovando presto un punto debole della squadra di casa, vale a dire i lanci alle spalle di una difesa non perfetta nell’allineamento. In particolar modo, il punto debole si conferma Matějů, molto in difficoltà sulla fascia sinistra difensiva, da dove nasce l’azione del palo colpito da Radja Nainggolan.

I CAMBI - Dopo l’intervallo non c’è più Gerson, al suo posto Edin Džeko e il modulo passa da 4-3-1-2 a 4-1-4-1, con Perotti mezzala sinistra con compiti offensivi. Il bosniaco diventa riferimento centrale ed è utile sia per sfruttare la già citata debolezza sui palloni verticali, che per prendere cross ed effettuare sponde per i compagni. La partita si riequilibra nell’andamento ma si appiattisce nel gioco, la Roma spinge in quantità ma non in qualità e allora Spalletti prova con la formula-Sampdoria: dentro Totti e Florenzi per El Shaarawy e Iturbe per provare a insistere sulle palle lunghe, che però non sortiscono particolari effetti. Il Viktoria Plzeň non ha bisogno di cambiare assetto e Pivarník esegue tutti cambi ruolo per ruolo: prima Zeman lascia il posto a Petržela, con Kopic che va a sinistra, poi gli attaccanti vengono sostituiti dai loro analoghi Krmenčík e Poznar.

LA CHIAVE - Una formazione sbagliata come concetto nel primo tempo viene rimessa a posto da Spalletti nella ripresa, ma è mancata qualità a cui non si è sopperito con coraggio ed energia.