Lucchesi: "Di Campos se ne parla bene, come di Monchi, ma tutto è relativo. Totti va messo alla prova"

16.04.2019 10:26 di Marco Cervino   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lucchesi: "Di Campos se ne parla bene, come di Monchi, ma tutto è relativo. Totti va messo alla prova"

Fabrizio Lucchesi, Direttore Geenerale della Roma nell'anno del terzo scudetto, ha rilasciato una lunga intervista a Il Romanista. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Su Totti e Massara:
"Francesco va valorizzato, la farei finita di pensare che sia solo il grande ex giocatore, campione assoluto del campionato italiano. È stato il più importante giocatore della Roma, è romano e romanista. E in più conosce il calcio. Ora è pronto per un nuovo capitolo, va messo alla prova, è capace e ha carisma, è predisposto a imparare. Va coinvolto. Bisogna lasciarlo crescere e sbagliare. In questo mestiere è bravo chi sbaglia meno, non esiste chi non sbaglia. E poi c’è Massara, che è in gamba e ha avuto un grande maestro, credo che gli vada costruita una struttura intorno, perché le società moderne sono articolate, gli organigrammi sono verticali, ci vogliono più specificità”.

Su Campos:
"Se ne parla bene. Come si parlava bene di Monchi, ma è tutto relativo, perché alla base dipende dalla programmazione. Il ds spagnolo si è forse calato poco nella realtà dove ha lavorato, si è trovato in qualcosa più grande di lui, aveva spesso la faccia impaurita, ma è uno che capisce di calcio. Ha avuto difficoltà a capire l'ambiente, la Roma in Italia non è come il Siviglia in Spagna, è come il Barcellona o il Real Madrid. Non c'è tempo, c'è bisogno di fare un programma che dia dei risultati nell'immediato".

Su Baldini:
"Un conoscitore di calcio italiano, internazionale, ha esperienza di Roma, è avvantaggiato in tal senso. È chiaro che ha un peso specifico importante in questa fase. Non è nell’organico della società ma è come se lo fosse, non lavora per la Roma, ma per Pallotta, che è libero di sentire chi vuole".

Sullo stadio:
"Capisco la battaglia di Pallotta per lo stadio, perché darebbe alla Roma una dimensione internazionale ancor più spiccata e permetterebbe una patrimonializzazione oltre che l'aumento del fatturato, come accaduto alla Juventus. E sarebbe d'aiuto per colmare il gap con le altre grandi squadre europee. Stadio sì o stadio no, siamo vicini a capire se Pallotta vuole o meno rilanciare. Siamo a un bivio che darà modo di capire dove vorrà andare la Roma".