Spinazzola: "A dicembre sarò già in campo. Mourinho ti dice le cose come stanno"

04.09.2021 08:20 di  Marco Rossi Mercanti  Twitter:    vedi letture
Spinazzola: "A dicembre sarò già in campo. Mourinho ti dice le cose come stanno"
Vocegiallorossa.it
© foto di Image Sport

Leonardo Spinazzola e la sua compagna di vita Miriam Sette sono stati i protagonisti di un'intervista concessa a SportWeek, inserto de La Gazzetta dello Sport. Queste uno stralcio delle dichiarazioni del terzino giallorosso.

Quando pensi di rientrare?
«Mourinho e Mancini già lo sanno: a novembre tornerò ad allenarmi e a dicembre sarò già in campo (operato lo scorso luglio al tendine d'Achille sinistro, ndr)».

La Roma può vincere lo scudetto?
«Se succedesse, penso che però, la povera città di Roma dovrebbero rifarla dopo quel doppio festeggiamento».

Mourinho che impressione le ha fatto? 
«Sembra che scherzi, ma ti dice le cose come stanno».

Cosa cambieresti nella tua carriera?
«Del mio passato cambierei il ruolo – cioè vorrei essere stato impostato prima come terzino – e la testa. Avrei dovuto avere più pazienza». 

La vittoria all'Europeo con l'Italia?
«Per vincere non serve uno spogliatoio unito. Serve una squadra che in campo dia tutto, poi fuori puoi mandarti anche a ca**re. Certo, se invece vai anche a cena insieme, come noi, è ancora più bello. Nello spogliatoio dell’Italia eravamo scemi veri, perciò abbiamo trascinato gli italiani. Io un gruppo così scemo e ignorante non l’avevo mai visto: bellissimo».

Cosa avete pensato nel momento dell’infortunio, il 2 luglio contro il Belgio?
«Perché a me? Dopo la botta, ho capito subito che mi era saltato il tendine. È arrivato Bryan (Cristante) e gli ho detto che mi ero rotto tutto. Mi passavano davanti tanti pensieri, l’Europeo che se ne andava, il miglior momento della mia carriera e allora è cominciato un mare di lacrime. Il giorno dopo a Coverciano, però, già mi sono sentito meglio. I compagni mi hanno tranquillizzato. La notte ho faticato a prendere sono, ho fatto di nuovo mezz’ora di lacrime, poi mi sono bevuto due birre e ho detto: “Ok, ora basta"».

A Coverciano diceva “Andiamo ad alzare la coppa con le stampelle”. Era così convinto? 
«Sì, non lo dicevo tanto per dire. Sicuramente pensavo che saremmo arrivati in finale».

E il viaggio a Londra? 
«Stupendo. Quando non gioco ho l’ansia, perciò è stato bello rivedere i miei compagni. Il grande riconoscimento dopo la Spagna lo ricorderò per sempre».

Prima dell’infortunio si parlava per lei di Real Madrid. Il cervello volava altrove? 
«No, stavo giocando l’Europeo, pensavo solo a quello».

Cosa ha pensato nel gennaio 2020, quando l’Inter non l’ha più presa dopo le visite mediche?
«Siamo gente con la valigia, ma certe volte ci rimani male. Sono cose che fanno crescere. La mia testa è cambiata lì, è scattato qualcosa, ho detto che da quel momento mi sarei divertito. Certe cose servono a rafforzarti».