Scelte e incastri

 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 28075 volte
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio

Per mesi in pugno, poi sfumati sul traguardo. È la storia di tanti calciatori che avrebbero potuto vestire la maglia della Roma e che invece sono finiti da qualche altra parte, restando un rimpianto per i tifosi giallorossi. L’ultimo della lista potrebbe essere Franck Kessié, per il quale da mesi i giallorossi avevano l’accordo con l’Atalanta, ma che sembra aver preferito legittimamente (e non solo) il Milan che offre un contratto migliore. A oggi, posto che oltretutto l’affare non è concluso, non si può ovviamente dire se a livello tecnico l’eventuale mancato arrivo del centrocampista dell’Atalanta sarà una di quelle sliding doors che si racconteranno ripetutamente, ma il discorso chiave della vicenda è che, dopo tante volte in cui la Roma ha preferito mostrare muscoli che forse non aveva al tavolo delle trattative, i giallorossi potrebbero aver scelto un’altra via, più ragionata, di condurre le proprie trattative. Se il Milan - o qualunque altra squadra - ritiene di spendere qualsiasi cifra per il giocatore è una valutazione del Milan e che al Milan resta; la Roma, oggi, non può più permettersi rilanci oltre una certa portata, dopo averne fatti tanti in passato, alcuni soddisfacenti e altri meno. Se al termine della stagione il primo pensiero sarà quello del famoso 30 giugno, con qualche cessione certa per risistemare i conti e ripartire col prossimo bilancio, è perché ancora oggi la società è costretta a sostenere spese imbarcate oltre le proprie possibilità, che oggi impediscono di rischiare ancora a prescindere dai dividendi che tale rischio possa portare. Questo potrebbe certamente diventare un problema nel momento in cui chiuderà la strada a opportunità più sicure rispetto a quella di un centrocampista con 28 presenze in Serie A, ma fino a quel momento sarebbe una scelta con un fine, specie pensando al fatto che dal prossimo anno basterà il quarto posto per entrare in una Champions League comunque meno ricca rispetto a quella del triennio che si concluderà nella prossima stagione. Gli incastri sembrano portare tutti a una logica più conservativa e, per certi versi, più sana di quella seguita negli ultimi anni, tra poche settimane si saprà se quel filo verrà seguito o meno.