Cento: "La Tessera? Ieri gli stadi, oggi le piazze"

20.10.2011 12:00 di Redazione Vocegiallorossa   vedi letture
Fonte: Il Romanista
Cento: "La Tessera? Ieri gli stadi, oggi le piazze"
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© foto di Alberto Fornasari

Di seguito l'articolo di Paolo Cento per Il Romanista

 

L'avevamo detto cercando di aprire gli occhi a chi, con un po' di snobbismo, pensava che la questione Tessera del Tifoso o del daspo riguardasse gli stadi e una ristretta minoranza di frequentatori di curve. Lo stadio e il tifoso, invece, sono stati l'occasione per sperimentare e abituare ad una sorta di regime speciale di noi tutti per estendere la norma ad ogni forma aggregazione civica: ieri gli stadi oggi le piazze. Anzi, quando serve si usa la metafora del tifoso ultras come infiltrato nelle manifestazioni di piazza per rendere ancora più forte questo modello repressivo. Come se il tifoso, ultras o no, non abbia anche una propria identità sociale di precario o disoccupato che lo porti legittimamente ad esercitare il diritto di manifestare sancito dalla costituzione come per ogni cittadino di questo paese.
La  manifestazione degli indignati di sabato 15 ottobre e la violenta degenerazione di una parte di questa diventano quindi il pretesto per trasformare le piazze in un grande stadio dove, anziché applicare le leggi ordinarie, si costruisce un regime speciale di polizia. Da oggi in poi chi giustamente si interroga sulla incostituzionalità ed inutilità del daspo o dell'arresto in flagranza differita nei cortei  proposto del Ministro Maroni per le piazze italiane si ricordi che vale la pena pensarci su anche quando si parla di stadi. La netta e inequivocabile contrarietà a qualsiasi forma di violenza non può, infatti, mai essere utilizzata per restringere le libertà individuali e collettive di ciascuno e dobbiamo essere consapevoli che la violenza si combatte anche con la credibilità delle norme e la democrazia delle istituzioni.