Da miglior terzo a titolare inamovibile: Julio Sergio affronta la sua prima finale da protagonista

04.05.2010 20:45 di Gianluca Ricci   vedi letture
Fonte: Vocegiallorossa.it
Da miglior terzo a titolare inamovibile: Julio Sergio affronta la sua prima finale da protagonista
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© foto di Alberto Fornasari

Ex miglior terzo portiere del mondo (come Spalletti lo definì un paio d’anni fa), attuale punto di forza inamovibile della Roma di Ranieri, domani Julio Sergio affronterà un’esperienza tutto sommato nuova per la sua carriera professionistica: la sua prima finale da titolare. In Brasile affrontò la doppia sfida per il titolo nazionale con la maglia del Santos nel 2002, che la sua squadra vinse battendo il Corinthians di Doni, ma Bertagnoli rimase in panchina come dodicesimo di tal Fabio Costa. Una volta arrivato nel nostro campionato, non è che le cose siano andate meglio. Chiuso da Marangao, divenuto nel frattempo suo compagno di squadra in giallorosso, ha conquistato due volte la Coppa Italia (2006/07 e 2007/08), così come la Supercoppa Italiana 2007, però facendo il tifo per i compagni dalla tribuna. Quest’anno le cose sono cambiate: dal 30 agosto 2009, in occasione della partita casalinga con la Juventus, il trentaduenne di Ribeirao Preto ha preso posto tra i pali della Roma per non uscirne più. Tranne qualche piccolo incidente di percorso come i lievi infortuni all’adduttore col Napoli all’Olimpico e con il Panathinaikos ad Atene. I tifosi stravedono per lui, Ranieri lo considera più affidabile degli altri tre colleghi di ruolo e la difesa si fida di lui. Sarà per l’abitudine di dialogare in campo con i compagni, sarà perché da ragazzo serio e con i piedi per terra qual è ha sempre evitato atteggiamenti da primadonna, ormai la maglia da titolare gli si è stampata addosso. Sarà così anche domani sera, quando Totti e compagni tenteranno di portare per la decima volta la Coppa Italia nella stanza dei trofei di Trigoria. Doni e Artur non sono stati neanche convocati; Lobont è la riserva ideale, seria, tranquilla e collaborativa che tutti vorrebbero. A fronteggiare gli attacchi di Eto’o e soci sarà dunque il numero 27 la cui famiglia è originaria di Ripa Teatina (Chieti), paese che diede i natali a Rocky Marciano. Nessuno più di JSB può rappresentare una garanzia per la compagine oroeporpora. Con lui in campo, limitandosi al solo campionato in corso, gli uomini di Ranieri hanno ottenuto 19 vittorie, sette pareggi e due sole sconfitte su 28 gare disputate. Una sicurezza? Di più. Tanto che domani il mister di S. Saba punterà senza esitazioni su di lui nella sfida all’Inter che può valere la decima Coppa Italia, oltre alla conquista della prima stella d’argento nella storia del calcio italiano. Prima, sì proprio come le finali da titolare di Julio Sergio Bertagnoli. L’ex miglior terzo portiere del mondo.