Stadio - Parnasi: "Civita mi ha chiesto di aiutare il figlio, mai sostenuto con erogazione di denaro". Mangosi: "La società operava solo per gli interessi di Luca"

06.07.2018 08:00 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    vedi letture
Stadio - Parnasi: "Civita mi ha chiesto di aiutare il figlio, mai sostenuto con erogazione di denaro". Mangosi: "La società operava solo per gli interessi di Luca"

«Conosco Michele Civita da circa 20 anni ed è una persona che stimo molto. Ha sempre fatto gli interessi dell'amministrazione. La conferenza di servizi era già stata chiusa e già c'erano state le elezioni quando con estremo imbarazzo mi ha chiesto di trovare un lavoro per suo figlio. Io ho fatto un colloquio al figlio e l'ho proposto ad Acherman della Be Consulting. Gli ho fatto un favore mettendomi nei suoi panni come padre. Non ho mai sostenuto Civita con erogazione di denaro. Civita ha operato sempre nell'interesse della Regione Lazio. Io ho sostenuto Civita con il voto, a lui dato anche da parte dei miei familiari. Politicamente la Regione e di conseguenza Civita erano favorevoli alla realizzazione dello Stadio. Era il nostro punto di riferimento nella conferenza di servizi ed a lui, sia che io che Caporilli e Baldissoni, ci rivolgevamo per la soluzione di eventuali problemi. Non sono in grado di dire se il suo atteggiamento di disponibilità fosse finalizzato ad avanzarmi in seguito la richiesta di assunzione del figlio. Per la conoscenza che ho di Civita credo che non sia così. Ho fatto la promessa di assunzione del figlio perché a lui legato da rapporti personali, nella consapevolezza del suo ruolo pubblico». Questo quanto affermato da Luca Parnasi nel corso dell'interrogatorio con i pm di Roma, parlando del suo rapporto con l'ex assessore regionale del PD, nell'ambito dell'inchiesta del nuovo stadio della squadra giallorossa. A riportarlo ilmessaggero.it.

Ecco, invece, le parole di Giulio Mangosi, cugino dell'ex numero 1 di Eurnova: "Il 30 giugno avrei chiuso ogni rapporto con il gruppo Parnasi poiché si trattava di una società padronale, in cui non c'era alcuna condivisione nelle scelte e nella quale ogni scelta imprenditoriale non veniva fatta in base al merito ma al solo fine di creare relazioni utili al perseguimento di interessi di Luca Parnasi»