Monchi: "La squadra è convinta di poter battere il Liverpool. Mercato? La situazione è cambiata, ora vendere dipende da noi"

30.04.2018 13:57 di Gabriele Chiocchio Twitter:    vedi letture
Monchi: "La squadra è convinta di poter battere il Liverpool. Mercato? La situazione è cambiata, ora vendere dipende da noi"

Monchi ha rilasciato un'intervista a Il Romanista, Eccone uno stralcio

La squadra è convinta?
«Penso di sì. Ma non significa che sia facile, non so se avete letto gli striscioni nello spogliatoio».

Sì, dove le ha scelte quelle frasi?
«Ce le avevo in testa… A volte mi piace portarle fuori, altre volte è meglio tenerle dentro. Credo che la squadra sia convinta di potercela fare, nella consapevolezza che sia difficile. Il Liverpool ha il vantaggio del risultato, noi abbiamo l’Olimpico. Loro il 5-2, noi lo stadio»

Che ha imparato di nuovo da Di Francesco in questi giorni?
«È difficile trovarlo, come dire? Fuori strada, fuori da se stesso. Dopo un anno di lavoro, in cui abbiamo vissuto momenti difficili, ho sempre trovato una persona serena, mi è piaciuto come ha gestito i momenti complicati. È importante anche per il mio lavoro trovare di fronte a me una persona equilibrata. Se hai di fronte una persona che ogni giorno cambia i propri gusti, non sai cosa fare».

Il dubbio che aleggia sulla filosofia della Roma è questo: se oggi la Roma avesse Totti a 26 anni, lo venderebbe?
«Non lo so, magari trovi altri calciatori che ti consentono di non vendere Totti. Come nel caso Salah. Mica sono stupido. Oggi siamo in una situazione diversa, ma un anno fa… I numeri della Roma sono pubblici. La Roma vende Salah, Paredes, Rudiger e chiude sotto di 42 milioni. Non è stato facile, dovevamo trovare soluzioni, ora è diverso. Vendere dipende da noi. È cambiata la situazione, non so se totalmente, ma comunque tanto. Continuiamo con un’ambizione forte»

Sono incedibili “certi” giocatori bandiera?
«I tifosi tifano per i calciatori e per il successo. Totti è una cosa diversa, come Daniele. Se dici a un tifoso vendo Edin ma vinco lo scudetto. tutti direbbero “va bene”. Comprendere la propria squadra per me significa anche capire questo. Sai che loro sono l’ultima cosa che devi toccare. Vendi la macchina, vendi un gioiello, per ultimo vendi la casa di tuo padre. Sai quali sono le priorità. Noi abbiamo venduto la macchina. Oggi le cose sono cambiate, non siamo in una situazione perfetta, ma migliore si».