Aquilani: "L'Olimpico potrebbe essere il fattore decisivo per la rimonta sul Liverpool"

01.05.2018 09:36 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    vedi letture
Fonte: Il Romanista - Torri
Aquilani: "L'Olimpico potrebbe essere il fattore decisivo per la rimonta sul Liverpool"
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© foto di Federico Gaetano

Il centrocampista del Las Palmas Alberto Aquilani, doppio ex di Roma e Liverpool, è stato intervistato da Il Romanista. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Alberto, banale chiederti per chi tiferai?
«Banalissimo. Io tifo Roma».

L'hai vista la partita d'andata?
«Vista, purtroppo».

Conoscendo Anfield, la Kop, Liverpool, ti aspettavi una bambola del genere da parte della Roma?
«No. Pur conoscendo la spinta di Anfield e la forza della squadra di Klopp, non mi aspettavo che ne avremmo presi cinque. Per fortuna nel finale sono arrivati quei due gol che lasciano aperta una porticina alla speranza».

Che partita di ritorno ti aspetti?
«Difficile, ma non impossibile. La Roma potrà contare su un fattore che potrebbe rivelarsi decisivo».

Dzeko, Nainggolan, Alisson, chi?
«L'Olimpico. Se Anfield è capace di trascinare il Liverpool, vi posso garantire che la stessa cosa sono in grado di fare i tifosi della Roma. Possono davvero dare una spinta in più».

Sufficiente per ribaltare il risultato e qualicarsi per la finale?
«Questo è un altro discorso. Però dico anche che se la Roma c'è riuscita contro il Barcellona, credo possa farlo pure contro i Reds».

Non c'è il rischio di lasciare campo a Salah e compagni?
«Il rischio c'è, ma c'era pure contro i catalani e un signore chiamato Messi. Per evitarlo, sarà fondamentale mantenere l'equilibrio di squadra. In sostanza servirà la partita perfetta».

Come uomo partita punteresti su Dzeko?
«No. Punterei sulla Roma. Servirà una grande prestazione di squadra. Dal primo all'ultimo dovranno essere perfetti. Come contro il Barcellona».

Che idea ti sei fatto di questa Roma?
«Che è una squadra in grado di giocarsela con tutti. L'ha dimostrato in Europa. Ha eliminato l'Atletico Madrid, ha battuto Chelsea, Shakhtar, Barcellona. È a un passo da un sogno, può fare quel passo».

E l'allenatore?
«Bravissimo. Io ho avuto la fortuna di averlo nei pochi mesi che ho trascorso a Sassuolo. È un tecnico con le idee chiare, sa preparare le partite, cura i dettagli, ha un'idea di gioco che mi piace. Con la Roma fin qui ha fatto un ottimo lavoro».

Della tua Roma non è rimasto più nessuno.
«C'è De Rossi con cui sono cresciuto a Trigoria. Ogni tanto ci sentiamo, magari non troppo spesso perché io non sono di quelli che ti chiamano ogni giorno. A lui e a tutta la Roma auguro di vederci a Kiev».

Se dovesse qualificarsi, ci andresti a Kiev?
«Sicuro. Sarebbe fantastico andare a tifare la Roma che si gioca la Champions League».

Fosse dipeso da te, saresti mai andato al Liverpool?
«Il mio sogno era una carriera tutta in giallorosso, come Totti e De Rossi. Ma quando mi dissero che c'era il Liverpool, capii subito che non avrei avuto possibilità di rimanere».

Perché lo capisti subito?
«Perché già negli anni precedenti c'erano state richieste per il mio cartellino. Prima mi voleva la Juvemtus, quindi l'Inter, poi anche Wenger mi avrebbe voluto portare all'Arsenal. Solo che quelle offerte a Trigoria non furono prese in considerazione. Al contrario di quella del Liverpool. C'era bisogno di vendere».