Alisson: "50% di possibilità di passare il turno. Spalletti? Gli manca un po' di gestione positiva dello spogliatoio. Futuro? Penso al presente"

01.05.2018 08:08 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    vedi letture
Fonte: La Gazzetta dello Sport
Alisson: "50% di possibilità di passare il turno. Spalletti? Gli manca un po' di gestione positiva dello spogliatoio. Futuro? Penso al presente"
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© foto di Federico Gaetano

Il portiere giallorosso Alisson è intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

La storia è adesso e si chiama Liverpool. Domanda semplice: come si ferma Salah?
«È dura. Ha doti innate e ora ha una fiducia in se stesso incredibile, ma possiamo fermarlo giocando di squadra. Il Liverpool, d’altronde, ha qualità collettiva. Sono cattivi, furbi, veloci. Pensate a Firmino. È fenomenale. Non dà punti di riferimento e questo dà molto fastidio agli avversari. Perciò occorrerà un lavoro di squadra e non solo di difesa».

Che sensazioni ha provato quando era sotto 5-0?
«Una delle peggiori della mia carriera. Avevo addosso un senso d’impotenza. Sono stato male due giorni. Per fortuna il calcio ti dà subito una chance e col Chievo è andata bene».

Perché quel crollo a Liverpool?
«C’è stato buon inizio, ma dopo il primo gol siamo calati mentalmente e fisicamente. Non siamo riusciti più a fermarli. Può essere che il sistema di gioco abbia contato, che un altro schema poteva dare una mano alla squadra, però quello che determina tutto è l’atteggiamento. In campo dobbiamo correre e stare attenti. Per fortuna abbiamo segnato due reti, così siamo ancora vivi».

Che percentuale dà alla Roma di arrivare in finale?
«Noi conosciamo la nostra vera forza, sappiamo che c’è il pubblico come dodicesimo giocatore, che in casa non abbiamo subito mai gol in Europa, che abbiamo battuto 3-0 il Chelsea e il Barcellona. E tutto questo ci dà fiducia. Abbiamo il 50% di possibilità di passare il turno».

Purtroppo, dopo i misfatti dell’andata, si giocherà in un clima militarizzato.
«Certa gente fa associare alla violenza il nome della Roma, ma anche il nostro. Ci mette tutti dentro questo bruttissimo episodio. Ha ragione Di Francesco: condanniamo queste azioni. Speriamo che la partita sia solo una festa».

Le devo chiedere la differenza che ha trovato tra Di Francesco e Spalletti...
«Spalletti è bravissimo, però gli manca un po’ di gestione positi­va nello spogliatoio. Per positiva intendo una gestione che faccia crescere la squadra. Guidare uno spogliatoio è difficile, ma a lui quella dote manca, mentre Di Francesco, che è cresciuto du­rante la stagione, invece ce l’ha».

Dal Real Madrid allo stesso Liverpool, il suo nome è associato ai top club, ma adesso si dice che la Roma, grazie agli introiti arrivati dalla Champions, non abbia più bisogno di venderla. Ci sono almeno il 50% di possibilità che lei resti alla Roma?
«Non so quello che succederà. Logico che l’interesse mi faccia piacere. Dico che non è solo una questione di avere bisogno. So il mio valore – non in soldi ma come calciatore –, so quello che porto alla squadra, ma penso so­lo al presente. Quello che succe­derà dopo, lo lasciamo per dopo. Io sono qui e per fare bene le co­se devo concentrarmi su questo. Anche quando ero all’Internacional, avevo trattative con la Roma, ma pensavo solo a fare bene. Ho giocato sei mesi col contratto già firmato con i giallo­rossi, eppure ho vinto lo stesso».