Stadio - Berdini: "C'è un regista invisibile"

27.11.2018 17:50 di Marco Rossi Mercanti Twitter:   articolo letto 5706 volte
Stadio - Berdini: "C'è un regista invisibile"

Paolo Berdini, ex Assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, è intervenuto ai microfoni di Radio Radio per parlare nuovamente del nuovo stadio della Roma:

Rischio idrogeologico a Tor di Valle? 
"C’è un’ansa del Tevere che è delicata. Siamo in un paese dove crolla tutto quando piove. Sì allo stadio ma in un altro luogo, non in un posto dove c’è rischio idrogeologico. Perché mai dobbiamo continuare a sprecare risorse?"

Non è stato ascoltato...
"Non credo si vada avanti così spediti, mi sembra assurdo che tutti i vizi di accessibilità siano superati come d’incanto nonostante gli arresti e lo scandalo. Come è possibile? C’è chi ha la bacchetta magica? Quella sta solo nelle favole dei nostri figli".

L’amministrazione ha sempre chiesto tempo per risolvere le cose...
"Questo è uno dei motivi per i quali ho sbattuto la porta: il primo anno è sempre quello decisivo, perché si mette in cantiere tutta la visione che uno ha della città. Passato il primo anno, poi comincia l’affanno e le preoccupazioni. Il tempo è scaduto, siamo a due anni e mezzo, siamo a metà del guado. Mi dispiace per Roma".

Ha scritto un libro sulla sua esperienza.
Polvere di stelle è carino, è la mancanza di trasparenza di questa amministrazione. Non sapevo dove venivano prese le decisioni, non so perché sia stato detto no alla ghiotta occasione delle Olimpiadi e invece sia stato detto sì allo stadio della Roma, quando si era detto di no in campagna elettorale con molta durezza. C’è un regista che suggerisce che sta dentro una buca… Qualcuno stava in Palazzo Senatorio come Marra, ma la gran parte è fuori. Nel libro cito sei sindaci occulti, come Luca Lanzalone. Questa amministrazione si poteva fregiare di Imposimato e loro preferiscono Lanzalone, un avvocato da affari. Ce la spiegassero questa capriola culturale".

Se si rifiutano le Olimpiadi che possono essere un affare e si accetta lo stadio di Pallotta, ci dev’essere un motivo...
"C’era la voglia di accreditarsi con qualche potere importante in vista del Governo del Paese che poi gli è andata bene. Se è vero che dietro lo stadio della Roma c’è un credito con una grande banca di 180 milioni, allora evidentemente c’è stata questa attenzione da parte di qualcuno che stava dentro la buca e che non era visibile, altrimenti non è spiegabile. A gennaio 2017 delle riunioni nell’ufficio del vicesindaco nelle quali non chiamavano l’Assessore all’Urbanistica. Evidentemente era cambiato qualcosa, chi l’ha deciso non lo so ma qualche ipotesi ce l’ho ed è nel libro".

Queste ipotesi sono impugnabili per eventuali querele?
"Sono una persona responsabile, non offendo mai tranne qualche piccolo errore che è comprensibile. Non faccio dietrologie, dico che qualcuno ha deciso in maniera occulta rispetto alla democrazia trasparente col quale era stato creato il consenso".