De Sanctis: "Abbandoniamo la cultura degli alibi e coltiviamo quella delle responsabilità. L'Europa League è un obiettivo"

20.02.2020 20:47 di Danilo Budite Twitter:    Vedi letture
De Sanctis: "Abbandoniamo la cultura degli alibi e coltiviamo quella delle responsabilità. L'Europa League è un obiettivo"

Prima del match tra Roma e Gent ha parlato Morgan De Sanctis:

Morgan De Sanctis a Roma TV

Quanto conta il match di stasera per uscire dal momento negativo?
"Alla Roma serve sempre vincere. Veniamo da un periodo negativo, ci aspettiamo di ripartire con un'ottima prestazoone e un ottimo risultato. L'Europa League è un obiettivo, la società ci punta".

Problema psicologico all'Olimpico?
"Abbiamo quello che serve per uscire da questo momento. Vogliamo farlo tramite il lavoro e l'attaccamento alla maglia. I tifosi meritano di vivere le soddisfazioni che non siamo riusciti a dargli ultimamente".

Concorda con le dichiarazioni di Fonseca?
"Si, non bisogna darsi alibi. Sappiamo di poter far bene e uscire da questo momento. Lasciamo alle spalle la cultura degli alibi e coltiviamo quella delle responsabilità. I tifosi meritano una grande Roma"

Il match di ieri dell'Atalanta rivaluta la sconfitta di Bergamo?
"No, a Bergamo dovevamo fare risultato e non l'abbiamo fatto. Ora possiamo renderci protagonisti in Europa League e abbiamo 14 partite di campionato, possiamo tornare sugli obiettivi dettati a inizio stagione. Dobbiamo coinvolgere dall'interno l'ambiente esterno che giustamente non è contento".

Morgan De Sanctis a Sky

Sta mancando fiducia, c'è un percorso per recuperarla?
"È evidente che dall'inizio del 2020 stiamo avendo dei risultati negativi, che non possono farci essere soddisfatti di come si stanno sviluppando le cose. Siamo consapevoli e uniti, l'allenatore è stato chiaro ieri: bisogna abbattere la cultura degli alibi e alzare la cultura della responsabilità. La squadra ha tante risorse per poter far meglio di quanto sta facendo. Dobbiamo crederci, isolarci e lavorare, consapevoli che l'Europa League per noi è un'opportunità. Anche il campionato ci presenta altre 14 gare per poter conseguire quello che è l'obiettivo da inizio stagione".

Quanto è importante il suo ruolo per stare vicino all'allenatore?
"Fonseca è una persona veramente intelligente e preparato, è facilissimo entrare in sintonia con lui, per noi come per i giocatori. Non vorrei tornare sulla sua smentita di ieri, riguardo ad un eventuale confronto tra lo staff e i calciatori, noi siamo uniti anche nella sofferenza di un momento che non rende merito al valore della rosa e alle aspettative dei tifosi. Dobbiamo necessariamente abbattere gli alibi, perché noi da dentro dobbiamo trascinare l'ambiente, non il contrario. L'ho vissuto da giocatore e ora da dirigente, a Roma c'è tutto quello che serve ad una grande squadra, non è diversa dagli altri posti. Bisogna approfittare di Roma e tenersela stretta, tutti: staff tecnico, dirigenti e calciatori. Poi a fine stagione si tireranno le somme. Siamo tutti in discussione, ma abbiamo tutti la possibilità di riprenderci".

Questo passa dai risultati.
"Certamente. Se le parole non vengono confermate dai fatti e dai risultati sono inutili. Dobbiamo riportare la fiducia attraverso i risultati, che ultimamente sono stati negativi".