Mihajlovic-Roma: pro e contro

02.06.2019 16:30 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Marco Rossi Mercanti
Mihajlovic-Roma: pro e contro

Entro pochi giorni la Roma dovrebbe ufficializzare il nuovo tecnico per la stagione 2019/2020. Tra i nomi accostati alla panchina giallorossa (nonostante le ultime lo diano più lontano) c'è un nome che potrebbe destare scalpore: Sinisa Mihajlovic.

CARRIERA DA CALCIATORE – Comincia la sua avventura nel mondo del calcio con il Vojvodina, per poi passare alla Stella Rossa con la quale porta a casa una storica Coppa dei Campioni nel 1991. Famoso per le sue punizioni (28 realizzate in Serie A, di cui 3 in un singolo match), Mihajlovic ha poi militato per 14 anni nella massima serie italiana, vestendo le maglie di Roma, Sampdoria, Lazio e Inter. Indubbiamente, il suo nome si lega specialmente al club biancoceleste, difeso dal 1998 al 2004 con la conquista di ben 7 trofei, tra cui lo scudetto, la Coppa delle Coppe e la Supercoppa UEFA.

CARRIERA DA ALLENATORE – Dopo aver iniziato come vice di Roberto Mancini all’Inter, curiosamente Sinisa Mihajlovic debutta come allenatore del Bologna nel novembre 2008 contro la Roma, raccogliendo un pareggio nel finale grazie alla sfortunata autorete di Cicinho. Da quel giorno in poi, Mihajlovic si siederà sulle panchine di Catania, Fiorentina, Serbia, Sampdoria, Milan, Torino, Sporting Clube de Portugal e nuovamente Bologna. Non avendo vinto alcun trofeo ufficiale, i risultati migliori da lui conseguiti sono senz’altro la salvezza da subentrato con il Catania, il 7° posto con la Sampdoria nel 2014/2015, il con il Torino nel 2016/2017 e la recente cavalcata nella sua seconda esperienza al Bologna, guidato da fine gennaio e portato alla permanenza in Serie A con una giornata d’anticipo, finendo il campionato addirittura in decima piazza e con il record di 7 vittorie consecutive al Dall’Ara. Tra le avventure negative, invece, ricordiamo quella come CT della Serbia (dove escluse Adem Ljajic per aver rifiutato di cantare l’inno), le incolori parentesi a Fiorentina e Milan e l’unica in un club estero allo Sporting Clube de Portugal, dove viene esonerato prima ancora di cominciare dal nuovo presidente portoghese appena 9 giorni dopo il suo annuncio.

STILE DI GIOCO – Nel corso della sua carriera, Mihajlovic ha alternato diversi stili di gioco pur mantenendo la sua filosofia offensiva, che ha portato le sue squadre a segnare molto (ben 71 reti con il Torino nel 2016/2017), pur concedendo molto in fase difensiva. Per questo motivo, il tecnico serbo predilige schemi come il 4-3-3 o il 4-2-3-1, che possono trasformarsi in 4-3-2-1 o 4-3-1-2 a seconda delle partite. Tuttavia, durante la sua avventura al Milan, complici prestazioni non ritenute all’altezza, Mihajlovic ha deciso di accantonare il 4-3-3 e passare così al 4-4-2, alternando Luiz Adriano e Niang accanto a Bacca. Una scelta che ha dimostrato come l’allenatore non sia un integralista, mostrando la volontà di cambiare qualora lo richiedano le circostanze.

MIHAJLOVIC-ROMA: I PRO – L’attuale tecnico del Bologna conosce molto bene la Serie A, avendo un’esperienza decennale e questo è uno degli aspetti che la dirigenza giallorossa sta fortemente considerando. Inoltre, Mihajlovic si sposerebbe alla perfezione con il progetto capitolino di ringiovanimento della rosa, dal momento che in carriera il tecnico serbo ha dimostrato di non avere problemi ad affidarsi alla “meglio gioventù”: in tal senso, l’esempio più emblematico è il lancio di Gianluigi Donnarumma a portiere titolare del Milan a nemmeno 17 anni. Basandoci sulla recente avventura in Emilia-Romagna, Mihajlovic potrebbe riproporre il 4-2-3-1 (o 4-3-3) nella Capitale, dando così una sorta di continuità anche dal punto di vista dello schieramento in campo, pur con altre caratteristiche rispetto a Di Francesco e Ranieri. Infine, pur avendola vissuta dall’altra parte del Tevere, Mihajlovic conosce bene la piazza romana e le pressioni che ne derivano, con i tifosi (ultimamente quelli giallorossi) alla costante ricerca di un titolo ufficiale da festeggiare.

MIHAJLOVIC-ROMA: I CONTRO – Uno dei motivi che potrebbe frenare il suo ingaggio è molto semplice: il suo passato alla Lazio. Rispetto ad altre città, i passaggi da una parte all’altra nei club capitolini non sono propriamente ben accetti, tanto per usare una litote. Dopo un’annata estremamente negativa, ripartire da un allenatore che appena pochi giorni fa, durante Lazio-Bologna, ha salutato con trasporto la Curva Nord con tanto di mano sul cuore, potrebbe portare a un altro terremoto tra i supporters romanisti. Inoltre, se Mihajlovic conosce molto bene la Serie A, lo stesso non si può dire per le coppe europee, dal momento che da tecnico ancora deve esordire in una competizione UEFA. Certo l’Europa League, soprattutto tra preliminari e gironi, non è paragonabile alla Champions League. Tuttavia, una mancata esperienza nel gestire le forze in vista dei molti incontri settimanali potrebbe incidere nella scelta (in tal senso, l’altro candidato Fonseca sarebbe avvantaggiato).