Il senso dello spazio e delle geometrie, Pjanic manovra la nuova Roma

25.02.2013 08:00 di Alessandro Carducci Twitter:    vedi letture
Il senso dello spazio e delle geometrie, Pjanic manovra la nuova Roma
© foto di Vocegiallorossa.it

Zeman lo accusava di inserirsi poco in area e non lo riteneva un regista, almeno non per il calcio che aveva in mente lui. Miralem Pjanic si è ripreso il centrocampo della Roma e ieri è risultato decisivo, con una punizione che ha spazzato la neve dall’incrocio dei pali. Il bosniaco non si è messo in mostra solo per il gol ma anche per aver manovrato le azioni della Roma con un senso dello spazio e della geometria che Gianni Brera avrebbe definito senso euclideo. L’ex Lione, acquistato due anni fa per 11 milioni, all’inizio della stagione era finito quasi ai margini del progetto tanto da far uscire allo scoperto il suo procuratore: “A fine anno si valuterà la posizione del giocatore per la società e quali progetti hanno per Miralem". Con Zeman il punto più basso viene però toccato durante il derby. Il boemo lo lascia in panchina, facendolo entrare solo negli ultimi venti minuti, durante i quali il giocatore trova il tempo di segnare da posizione impossibile, sorprendendo Marchetti, e mandando platealmente a quel paese l’ex allenatore del Pescara. Poi, lo scorso 2 dicembre, a Siena una Roma in emergenza presenta a sorpresa un tridente formato da Pjanic, Destro e Totti, con il bosniaco alto a destra. Dopo un primo tempo anonimo, il giocatore cresce nella ripresa ma è contro la Fiorentina, la settimana successiva, che offre forse la migliore prestazione stagionale, sempre nel ruolo di esterno destro. Zeman ammette che, in questo modo, il calciatore gli garantisce più equilibrio e la tregua sembra così avere effetto. In casa Roma però gli eventi precipitano molto presto e, all’inizio di febbraio, Zeman viene esonerato e al suo posto viene nominato Aurelio Andreazzoli. Il tecnico toscano mostra di puntare fin da subito su Pjanic e lo posiziona nel cuore della manovra. Contro la Juve, il bosniaco si sacrifica tantissimo e con De Rossi riesce a tenere il centrocampo mentre ieri è riuscito ad essere più incisivo e tutte le azioni sono passate dai suoi piedi. La punizione è stata solo la ciliegina su una prestazione ottima fino a metà secondo tempo, poi la fatica deve essersi fatta sentire e Andreazzoli lo ha tolto previdentemente dal campo. La nuova Roma, pragmatica ma che non vuole rinunciare alla qualità, non può prescindere da un talento puro e cristallino come Pjanic. Un giocatore capace di pensare più velocemente rispetto agli altri e di concretizzare il suo pensiero con un piede destro sopraffino. Un giocatore sicuramente da grande squadra, che la Roma dovrà tenersi ben stretto.