Flamengo, Boto: "Per Wesley non si sarebbe fatto niente sotto i 25 milioni"

Flamengo, Boto: "Per Wesley non si sarebbe fatto niente sotto i 25 milioni"Vocegiallorossa.it
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di Maurizio Rasa

José Boto, Direttore Sportivo del Flamengo, ha parlato a Calcio e Finanza soffermandosi anche sul trasferimento di Wesley alla Roma per 25 milioni di euro. Il dirigente ha analizzato il tema della capacità dei club brasiliani di trattenere i propri talenti, spiegando come il problema non sia esclusivamente economico ma legato soprattutto alle ambizioni dei calciatori e delle loro famiglie.

Secondo Boto, infatti, realtà come Flamengo e Palmeiras avrebbero già oggi la forza per competere a livello salariale, ma il fattore decisivo resta il desiderio dei giovani di approdare in Europa. «Il Flamengo potrebbe permetterselo anche oggi dal punto di vista finanziario, così come credo anche il Palmeiras, per quanto riguarda gli stipendi. Ma il vero tema in Sud America non sono tanto i soldi: è l’ambizione del giocatore e della famiglia. Se dici di no, rischi di perderlo mentalmente».

LA TRATTATIVA CON LA ROMA - A proposito dell’operazione con la Roma per Wesley, Boto ha chiarito che il club non aveva la necessità economica di vendere, ma aveva fissato una soglia precisa per non indebolire la squadra. «Con Wesley, ad esempio, con la Roma abbiamo fissato un prezzo, 25 milioni di euro, e abbiamo detto che sotto quella cifra non si sarebbe fatto nulla, perché noi non avevamo la necessità di venderlo da un punto di vista economico. Ma per noi succede così, tanti altri invece sono costretti ancora a cedere i giocatori».

IL QUADRO - Le sue parole mettono in evidenza la differenza tra i top club brasiliani e molte altre società sudamericane, ancora obbligate a cedere i propri talenti per ragioni di sostenibilità. Un contesto in cui il Flamengo prova a resistere, pur dovendo fare i conti con l’inevitabile richiamo del calcio europeo.