Scacco Matto - Udinese-Roma 1-2, Spalletti fa 8 con una lettura perfetta del match

 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 11042 volte
Scacco Matto - Udinese-Roma 1-2, Spalletti fa 8 con una lettura perfetta del match

La Roma espugna la Dacia Arena e si aggiudica l’ottava partita consecutiva, con una prova forse meno brillante di altre ma di grande efficacia.

LE SCELTE - Luciano Spalletti opera un solo cambio rispetto agli undici sconfitti al Santiago Bernabeu: insieme a Keita in mediana non c’è Pjanic ma Nainggolan, mentre davanti è confermato il trio composto da Salah, Perotti ed El Shaarawy alle spalle di Edin Dzeko. Per salvare la panchina, Colantuono sceglie invece un 4-5-1, con Thereau unica punta ed Edenilson e Bruno Fernandes sugli esterni.

LA PARTITA - Il dislivello di classifica e di momento della stagione tra le due squadre fa sì che la Roma mantenga il controllo delle operazioni e che l’Udinese non ponga opposizione al possesso palla giallorosso. I bianconeri non pressano i loro ospiti e si dispongono con un blocco basso che permette alla squadra di Spalletti di ideare e realizzare le proprie sortite offensive con calma e, di conseguenza, maggiore precisione. Quando riconquista palla, la squadra di Colantuono non ha la forza prima di tutto mentale per consolidare il possesso, con giocate lunghe che spesso finiscono facilmente tra i piedi di Manolas e Zukanovic. La Roma ha dunque modo di manovrare e lo fa con i suoi ormai consueti triangoli laterali e con un’intercambiabilità di posizioni che in un caso porta addirittura Dzeko a fare il mediano e Nainggolan il laterale offensivo di destra. Il gol del vantaggio arriva presto, grazie a una combinazione iniziata da Perotti - il cui roaming offensivo lo porta esplorare praticamente ogni zona della metà campo opposta - rifinita da Salah e conclusa da Edin Dzeko, bravo anche a ritardare il tempo di conclusione per ingannare Karnezis. La squadra di Spalletti è in fiducia e lo testimoniano anche diverse giocate difficili e conduzioni di palleggio nel traffico che non portano alla perdita del pallone; l’unico difetto in fase offensiva è qualche dribbling non riuscito in isolamento da Perotti e Salah contro Adnan, bravo più volte a prendere il tempo ai due offensivi giallorossi.

I CAMBI - Dopo il riposo non c’è più Edenilson, sostituito da Duvan Zapata: l’ex centravanti del Napoli fornisce fisicità al pacchetto offensivo, permette un cambio di modulo al 4-3-1-2 ed è manifesto delle volontà del secondo tempo di Colantuono, che mette in campo una squadra decisamente più vogliosa, con terzini e mezzali che si propongono con più costanza e azioni offensive costruite da ben più uomini rispetto al primo tempo, pur col maggiore pericolo, il palo proprio di Zapata, che arriva solo su calcio piazzato. Con i mediani ammoniti e la pressione in aumento, la Roma perde progressivamente la maniglia sul controllo del match e si abbassa: Spalletti se ne accorge e richiama uno stanco El Shaarawy per inserire Pjanic, passando al 4-3-3, aumentando il fosoforo e restituendo i corretti ritmi di gioco, che si erano un po' persi. Un’azione giocata con i giusti tempi e un assist del bosniaco per Florenzi mandano la Roma sul 2-0, che non arriva al termine della partita perché l’Udinese, dopo gli ingressi di Matos e Kuzmanovic per Therau e Badu, quindi senza mutare assetto, riesce a segnare ancora grazie alla fisicità di Zapata, che difende una bella palla per Bruno Fernandes che accorcia le distanze, seppur in modo insufficiente.

LA CHIAVE - Spalletti legge bene il match: aggredisce prima un avversario in netta difficoltà prima di tutto mentale con i quattro attaccanti, poi, nel momento in cui la partita si rimette in bilico, rinforza il collettivo con l’ingresso di Pjanic, non al meglio, che si rivela decisivo anche nel punteggio. Altro segno di un grande controllo delle risorse a disposizione, difficilmente ipotizzabile in così poco tempo.