Scacco Matto - Roma-Napoli 1-0, Spalletti vince all'ultima sgasata

 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 7080 volte
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
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Scacco Matto - Roma-Napoli 1-0, Spalletti vince all'ultima sgasata

Un gol di Radja Nainggolan permette alla Roma di battere il Napoli e di restare in corsa per il secondo posto, al termine di una gara comunque povera di contenuti.

LE SCELTE - Altro big match e altra panchina per Edin Džeko: davanti gioca Diego Perotti come falso nueve, insieme a Mohamed Salah e Stephan El Shaarawy. Qualità anche a centrocampo con Seydou Keita e non Daniele De Rossi insieme a Miralem Pjanić e Radja Nainggolan, mentre la difesa è confermata con Alessandro Florenzi, Kostas Manōlas, Antonio Rüdiger e Lucas Digne. Sarri, a sorpresa, fa un cambio nei suoi titolarissimi: dal primo minuto c’è Dries Mertens e non Lorenzo Insigne insieme a Gonzalo Higuain e José Callejon. Confermato rispetto al solito il resto dell’undici: davanti a Pepe Reina ci sono Elseid Hysaj, Raul Albiol, Kalidou Koulibaly e Faouzi Ghoulam, con Marek Hamsik, Jorginho e Allan a centrocampo

LA PARTITA - Gli schieramenti inducono a pensare che la chiave possa essere la fascia destra della Roma e così è: i giallorossi maggiormente attaccano dal lato di Salah e i partenopei da quello di Mertens, ma se quest’ultimo ha le idee chiare sul da farsi, il romanista improvvisa maggiormente, cercando di creare confusione con la sua velocità. Il numero 14 del Napoli invece esegue il classico spostamento solitamente effettuato da Insigne, accentrandosi e cercando anche il cambio di lato per Callejon. Più importante per Spalletti Nainggolan, che gioca sulla linea della trequarti, schermando Jorginho sulla prima costruzione da parte dei difensori, cercando di costringerli a vagliare altre opzioni per iniziare l’azione, e mettendo parte della fisicità mancante in prima linea. Il primo tempo vede però due squadre imprecise, chi per scarse idee davanti, chi per un’inaspettata frenesia, e la più grande occasione viene generata da un banale lancio lungo per Higuain, che aggancia perfettamente in mezzo a Rüdiger e Zukanović (che nel frattempo ha già sostituito l’infortunato Manōlas) ma si fa fermare da Szczęsny in uscita bassa.

I CAMBI - L’inizio ripresa vede ancora un cambio forzato per Spalletti, che deve rinunciare anche a Florenzi e inserire Maicon. La conseguenza diretta è che tutti gli attacchi del Napoli si sviluppano su quella corsia, con Sarri che però, pur avendo individuato l’evidente debolezza strutturale della Roma, decide di mantenere l’assetto di partenza, non pensando ad esempio a sovraccaricare il binario per sfondare con ancora più decisione. I cambi del tecnico del Napoli non mutano nulla: entrano Insigne e David Lopez per Mertens e Allan, contando anche sui due risultati su tre per congelare il secondo posto e l’accesso in Champions League. Chi vorrebbe cambiare è invece Spalletti: le energie vengono rapidamente meno, di idee già ce n’erano poche e il solo roaming di Perotti non è più sufficiente per darà qualità a un’offensiva che si riduce quasi solamente alle sgroppate di Salah (che si vede, ma che è appannato) ed El Shaarawy (ancor più evanescente, seppur pericoloso in un’occasione). Al calo fisico corrisponde ovviamente una maggiore concessione di spazi al Napoli, specialmente in zona centrale, grazie ai movimenti di Higuain ad allungare la squadra, con una difesa incapace di rimanere alta, ma i partenopei restano monotoni, quasi bloccati. Spalletti ha un’unica cartuccia e tra la fisicità di Džeko, magari utile per buttare il pallone nella mischia e giocare il secondo, con però poca energia a disposizione, e la qualità di Totti sceglie la seconda: il Capitano entra, seppur marginalmente, nell’azione del gol di Nainggolan - lasciato colpevolmente libero al limite dell’area di rigore dopo uno scambio stretto all'interno dei 16 metri tra Pjanić, Maicon e Salah, bravo a scaricare il pallone dopo aver attratto su di sé ben quattro uomini - che decide il match.

LA CHIAVE - La Roma vince una partita tra due squadre stanche, monotone e (intenzionalmente o meno) senza idee: probabilmente decisivo è risultato ciò che non è stato, con Sarri non deciso nel chiudere il discorso e Spalletti pilota di una macchina in riserva, che con l’ultima sgasata è riuscita ad allungare a pochi metri dal traguardo.