Scacco Matto - Roma-Lazio 2-0

 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 10184 volte
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Scacco Matto - Roma-Lazio 2-0

Privo di Pjanic e con Florenzi e Keita acciaccati, per il derby Garcia sceglie a centrocampo Vainqueur accanto a Nainggolan e squiibra il reparto offensivo con Iago Falque al centro della linea con Gervinho da una parte e Salah dall’altra alle spalle di Dzeko. La Lazio si schiera con un modulo speculare, con Candreva, Felipe Anderson e Lulic dietro a Filip Djordjevic. Con così poca qualità a centrocampo, le prerogative della Roma sono due: dare palla a Nainggolan, pronto ad avviare le transizioni con rapide giocate verticali, e a Dzeko, per disordinare la difesa biancoceleste e guadagnare campo. La partita cambia subito con il vantaggio della Roma provocato da un calcio di rigore segnato dal bosniaco, e si mette nei binari più congeniali ai giallorossi, che non hanno più l’obbligo di costruire gioco ma possono sfruttare ulteriormente i ribaltamenti. Il modulo giallorosso è fluido, in alcune frazioni di gara è Vainqueur a scalare in posizione centrale e formare il vertice basso di un 4-3-3 con Iago Falque intermedio a sinistra, ma il compito principale dello spagnolo è quello di tenere a bada Lucas Biglia, principale fonte di gioco della squadra di Pioli. Gli altri due duelli interessanti sono quelli tra Digne e Candreva, destinatario di diversi lanci da dietro, e tra Basta e Gervinho, con l’ivoriano che dopo un inizio non esaltante migliora il suo livello riuscendo a eseguire le due fasi con costanza. Non si può dire invece lo stesso di Salah, più pigro negli essenziali ripiegamenti, che permette a Lulic di giocarsela con Torosidis. L’unica altra occasione della partita su azione manovrata della Roma nasce da una superiorità numerica con inserimento di Gervinho proprio della corsia del greco, con due altri pericoli ancora episodici: un tiro di Anderson sulla traversa e un altro di Nainggolan sul palo.

I ritmi non si alzano neanche nella ripresa: i duelli individuali continuano ad arridere alla Roma, anche quello tra Digne e Candreva, forse il più problematico, e la Lazio continua a fatica a pungere. Il canovaccio dunque continua a non cambiare e si rivela vincente: è un lancio di Nainggolan a pescare lo smarcato Gervinho, che rende insufficiente l’enorme diagonale di Basta e batte Marchetti sul suo palo per il raddoppio. Nel frattempo erano entrati Florenzi al posto dell’infortunato Salah e Klose per uno spento Djordjevic, ma la sostituzione che cambia qualcosa nel match è quella di Radu, ammonito, con Keita Balde. Il numero 14 biancoceleste è accoppiato a Torosidis che fatica a tenerlo; il greco è comunque fortunato nell’avere davanti a sé un Florenzi fresco, che impedisce che possano nascere danni maggiori da quella parte. Altre energie arrivano dal Keita romanista, Seydou, che rileva l’ammonito Vainqueur donando fiato e fosforo al centrocampo. Nel finale la palla è praticamente solo della Lazio, che inserisce anche Matri per Candreva passando a un 4-2-4, mentre la Roma mette dentro Iturbe per non schiacciarsi del tutto. I giallorossi, proprio dal lato di Torosidis, lasciano un’unica chance a Klose e non rischiano mai in altri frangenti. La Roma vince dunque una partita mai in discussione, in cui è riuscita ad eseguire con estrema facilità il proprio piano gara, gestendo perfettamente le risorse a disposizione, con gli acciaccati inseriti a gara in corso e quasi nessun rischio corso da Szczesny. In mancanza di qualità la razionalità e la puntualità sono state le due armi delal Roma, utilizzate perfettamente da Rudi Garcia.