Scacco Matto - Roma-Genoa 2-0

 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 5719 volte
Scacco Matto - Roma-Genoa 2-0

Rudi Garcia si gioca la panchina e si affida ai suoi titolari: davanti c’è il rientrante Gervinho insieme a Salah e Dzeko, con Florenzi terzino destro e Rüdiger accanto a Manolas. Nel Genoa si nota fin dalle prime battute il classico schema di marcature individuali imposto ai suoi da Gasperini: in particolare è Tachtsidis che prende le misure a Miralem Pjanic. La disposizione degli ospiti è fluida, per utilizzare un eufemismo, ma il canovaccio tattico meglio delineato vede una difesa a 3 con ampio aiuto di Laxalt e Rincon che trasformano il pacchetto in un blocco a 5, mentre davanti ci sono Capel a sinistra e Gakpè a destra: i due si muovono molto in orizzontale, alternandosi nel ruolo di riferimento centrale e di uomo deputato a dare ampiezza, anche se è l’ex sevillista quello che si sposta maggiormente sul lato, pronto a sfornare cross per i compagni, anche grazie allo spazio lasciato da Florenzi, sempre poco aiutato da chi è davanti e pescato in infilata, in un inizio di gara favorevole agli ospiti. La Roma fatica più del solito a impostare da dietro, con errori dei due centrali anche in assenza di pressing e si rifugia più nel lancio lungo, spesso indirizzato a sinistra dove Digne fa il Maicon e funge da riferimento laterale. La rete del vantaggio arriva proprio da un traversone del francese, con la traiettoria del pallone deviata da Munoz verso Alessandro Florenzi, che scarica in rete completando, seppur non certo in modo lineare, la classica azione da terzino a terzino che tanto piace agli allenatori.

Gasperini fa ampio ricorso ai cambi per modificare la situazione dei suoi, forse non facendo radicare però le varie fisionomie di squadra. Il primo ingresso è quello di Lazovic, con il modulo che diventa 4-4-2. Poi entra Pandev al posto di Ansaldi, Laxalt scala dietro e diventa ufficialmente terzino, con Gasperini che sbilancia i suoi in avanti. Come contromossa, Garcia richiama uno spento Pjanic e lo sostituisce Iago Falque, ormai ufficialmente deputato al ruolo di intermedio di possesso, per continuare a giocare in transizione, ma perde Dzeko, che viene espulso. Senza di lui la Roma si risistema con un 4-3-2, che si oppone a quello che, con l’ingresso di Cissokho, ormai è un 3-2-5 del Genoa, che però non disordina la difesa giallorossa mai in affanno sulle chiusure. Tra Gervinho e Salah è il primo a rimanere in campo, nonostante sia al rientro, e il secondo lascia spazio a Sadiq, più chiamato ad aiutare dietro che a fare da riferimento per difendere palloni davanti. L’ultima sostituzione è un cambio ruolo per ruolo: Vainqueur rileva Nainggolan per dare energia nel finale e proprio il francese assiste il giovane ex Spezia per il gol che chiude la partita. Cambia quasi solamente il risultato in una Roma che sicuramente ha messo energia e voglia, ma che tatticamente è cambiata poco rispetto alle ultime negative uscite.